Housing sociale a Ceppaloni, Sunia e Apu: “Il bando è da rifare”

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ceppaloni“Da qualche settimana sono stati affissi sui muri delle città di Benevento e dei comuni della provincia manifesti con l’annuncio di un bando per l’assegnazione di 30 alloggi di housing sociale nel Comune di Ceppaloni”. A comunicarlo in una nota stampa sono il Sunia e l’Apu di Benevento.

 

 

 

“Non nascondiamo la nostra piacevole meraviglia nel leggere il bando – prosegue la nota -, che riguarda il citato Comune della provincia, da tempo assurto agli onori della gloria nazionale grazie al suo illustre concittadino, unita però ad un misto di sgradevole, fastidiosa sorpresa, al pensiero che l’altro analogo progetto, per il famoso bando per 160 alloggi di housing sociale di contrada Capodimonte in Benevento, giace da anni incompiuto ed inevaso ed appare del tutto bloccato, dopo le note vicende, con cui il sindaco Mastella, da poco insediatosi, revocò la convenzione con l’Iacp, imputandole ritardi ed inattività: intanto son trascorsi altri due anni e tutto tace ed è fermo!

Ma veniamo al Bando del Comune di Ceppaloni – scrivono i sindacati – e nello scorrerne il contenuto la nostra sorpresa è aumentata, questa volta per le inesattezze in esso contenute: abbiamo letto infatti che oltre al corretto riferimento alla Legge 431/1998, il riferimento agli accordi territoriali è fatto con collegamento a comuni che nulla hanno a che fare con Ceppaloni.

Per stabilire i canoni è stato applicato l’accordo territoriale dei comuni della provincia di Benevento per le città di Sant’Agata dei Goti, (BN)-Montesarchio-San Giorgio del Sannio-Airola Telese Terme del 26.02.2016. E’ strano che gli uffici non sappiano che per Ceppaloni quell’accordo non è applicabile ma va applicato l’altro l’Accordo pure del 26 febbraio 2016 ma quello per i comuni con meno di settemila abitanti, depositato presso il Comune di Ceppaloni sin dal 5 marzo 2016.

Evidenti sono i vizi di legittimità del Bando pubblicato – attaccano i sindacati -, perché è stato applicato un accordo territoriale per le locazioni a canone concordato diverso da quello sottoscritto anche per il Comune di Ceppaloni. Tale errore è molto rilevante poiché i canoni previsti nell’Accordo territoriale considerato sono diversi e più alti rispetto a quelli oggetto dell’accordo territoriale per il comune di Ceppaloni. Ma non è finita qui perché nello scorrere ancora il testo del bando abbiamo scorto altri grossolani errori ed incongruenze: infatti ai fini del calcolo del canone di locazione, non si fa neanche l’errato riferimento all’accordo di cui sopra, ma si fa ancor più errato riferimento al precedente Accordo territoriale provinciale risalente, che non è del 2002, come scritto nel bando, ma del 2000, per giunta tale accordo non è più valido ed è stato sostituito da quello sottoscritto in data 26.02.2016 anche per il Comune di Ceppaloni.

In sostanza – spiegano Sunia e Apu -, nel bando si doveva fare riferimento solo ed esclusivamente ai parametri previsti per i comuni con popolazione inferiore ai 7 mila abitanti che riguarda il Comune di Ceppaloni. A ciò occorre aggiungere ancora che nell’accordo territoriale in questione sono state previste due aree e cioè un’area urbana – centrale e un’area periferica-agricola e nel caso di specie, tenuto della localizzazione periferica degli alloggi, è facile presumere che dovevano essere utilizzati i parametri previsti per l’area periferica-agricola: insomma tale incredibile somma di errori ha determinato un chiaro ed evidente errore nella determinazione dei canoni di affitto dei diversi alloggi oggetto del bando, facendoli lievitare al di sopra dei canoni riscontrabili nella libera contrattazione per la stessa tipologia di alloggi. In tal modo appare chiaro che si è completamente stravolto lo spirito a cui mirava il progetto in questione e, cioè, quello di assegnare ai cittadini meno abbienti la possibilità di avere un alloggio con un affitto sostenibile, in un paese come Ceppaloni in cui 330 o 360 euro al mese rappresentano sicuramente degli affitti superiori a quelli di mercato; peraltro, se il canone non rispetta gli accordi territoriali sottoscritti, gli assegnatari non potrebbero neanche usufruire dei benefici fiscali previsti dalla legge e, quindi, subirebbero un ulteriore danno.

Che dire – concludono – non resta altro che un pressante invito al Comune di Ceppaloni a revocare e/o annullare il bando pubblico pubblicato per l’assegnazione dei 30 alloggi in affitto sostenibile e, quindi, pubblicare un nuovo bando che rispetti l’accordo territoriale per le locazioni a canone concordato che riguarda il Comune di Ceppaloni, provvedendo, a tal fine, al ricalcolo del canone degli alloggi in applicazione dei parametri previsti da tale accordo, e provvedere alle necessarie correzioni e modifiche anche relative al ricalcolo dei canoni di locazione effettuando poi una nuova pubblicazione. Nel caso non si riuscisse a trovare al Comune il testo dell’Accordo del 2016, da noi depositato ben per tempo, ce lo facciano sapere che siamo pronti ad inviarlo”.

Fonte: Ntr24.it

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