"Tutte le strutture sportive devono avere un defibrillatore"

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calcio1Resta in rianimazione il 17enne colpito da un malore giovedì pomeriggio mentre stava disputando una partita di calcetto con gli amici sul campo comunale di via Cretazzo di Ceppaloni. Le sue condizioni sia pur gravi restano stazionarie. (Fortunatamento ora non è più in pericolo di vita).

Tutti aspettano una buona notizia, un cenno di miglioramento. La famiglia e gli amici sperano che al più presto si possa riprendere. Un incubo che stanno vivendo in tanti che in queste ore pensano e ripensano a quei terribili momenti. Tra questi Emanuele Coppola, il gestore dell'impianto comunale di via Cretazzo, tra i primi ad intervenire. Prima ha messo il ragazzo in posizione di sicurezza per evitare il soffocamento e facilitare la respirazione poi, dopo aver capito la gravità della situazione gli ha praticato il massaggio cardiaco sotto gli occhi del padre disperato. Minuti concitati nell'attesa dell'ambulanza, poi l'equipe medica dell'unità di rianimazione della Croce Rossa è riuscita a rianimare il diciassettenne prima di trasportarlo all'Ospedale Rummo.

 



Questo pomeriggio la famiglia, gli amici e l'intera comunità ceppalonese si è riunita in preghiera per il giovane che è ancora in terapia intensiva. Emanuele Coppola non ha dimenticato quei momenti, la disperazione dei presenti e il volto di un ragazzo che conosce bene. "Ho fatto il possibile, fortunatamente nelle mie esperienze lavorative del passato ho svolto un corso di primo soccorso che l'altro giorno mi è tornato utile".

Nei suoi occhi ancora quei dramamtici momenti impressi. Ed è per questo che il gestore della struttura ha però un appello da fare. "Quello che è avvenuto a Ceppaloni può capitare ovunque ed è fondamentale aver sostenuto un corso di primo soccorso. Può aiutarvi a salvare la vita a una persona. Ed ancora, ci tengo a dire a tutte le istituzioni che bisogna munire gli impianti sportivi, anche quelli dove non si svolge attività agonistica professionistica, di defibrillatori. In questi anni – ammette Emanuele - ne ho più volte fatto richiesta al Comune ma non ho mai ricevuto risposta. Ecco perché ho deciso di tener chiusa la struttura che gestisco fino a quando non si provvederà a munirla di defibrillatore. Consiglio a tutti i gestori di fare la stessa cosa se non sono in possesso di un corso di primo soccorso e di un defibrillatore".

Fonte: Ottopagine

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