Il Comune di Ceppaloni nella seconda metà del 700

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benjamin

Concludo la narrazione  relativa al “Catasto Onciario” del 1753 riportando  il numero degli:

 

 Ecclesiastici secolari cittadini

 

 

 

 

 

 

  1. Angelo Catalano
  2. Ciriaco Parente
  3. Carlo Parenti
  4. Domenico Maio
  5. Domenico Francione
  6. Francesco Testa
  7. Filippo Mignone
  8. Giuseppe Zerella
  9. Gioacchino Mosciotta (?)
  10. Niccolò Mantovano
  11. Nicola Manno                      

che contribuivano per once 85.08

 

Le Chiese e i luoghi Pii dei cittadini di Ceppaloni

 

  1. Venerabile cappella del corpo di Cristo : 112
  2. Venerabile Cappella di S. Giovanni Battista  256
  3. Venerabile Cappella del SS. Rosario 59
  4. Venerabile  Confraternita di S. Antonio di Padova     412
  5. Venerabile   ?  di S. Antonio 9
  6. Venerabile Cappella di S. Maria in Piano  13

 

Le suddette once venivano ridotte della metà per il Concordato del 1741 tra il Papato e il Regno delle due Sicilie.   

 

Vi erano n.6  Forestieri laici, mentre i forestieri non abitanti secolari  o siano laici erano 151 tra questi  figurava il Principe di Sepino : la maggior parte erano di S. Leucio (S. Levoce, come  è scritto nel “Catasto”)

 

 

 

Vedove e Vergini in capillis (residenti)

 

Anna     D’Alessio

 

Angela  d’Orsi

 

Angela   di Donato

 

Angela    D’Iorio

 

Antonia   Zollo

 

Antnoa     Zerella

 

Brigida       Luce

Candida    Santarcangelo

Lucia         Maio

Maria       Mignone

Maria      Tomeo

Orsola     Iannace

Teresa     Rosa

Teresa    Conte

Vittoria   Farese   

Vittoria    Rosa

 

che contribuivano per 220 once

 

Vedove e zite in capillis   (forestiere)   

Anna             Zollo          di S. Leucio 

Cecilia         Di Blasio 

Catarina      Zerella       di S. Leucio 

 Isabella      Calitto         di S. Leucio 

Maria          Porcaro        di Sguigliani 

Anna           Nuzzolo        di S. Leucio 

Orsola        Cataudo         di S. Leucio.

che contribuivano per 225 once

 

 

  vedove  ( non abitanti) 

 Agnese Frangione       di         Bagnara,

 Anna Maria Di Blasio                    ?   

 Carmina Paga di           di        Terranova 

Carmina Parrella d        di        Terranova 

Carmina Mignone         di        Terranova 

Rosolina di Iorio         di       S. Martino 

Vittoria   Izzillo                                 ?

 che contribuivano per once 30 :25

Per finire,riporto alcune situazioni , prese a caso, patrimoniali di alcune famiglie del Comune delle quali vediamo  i beni che essi possedevano e la relativa tassazione :

 

 Angelo Cavaiuolo, 42 anni, che  abitava con la moglie Teresa Catalano di 33 anni, il fratello e 5 figli, dai due ai 14 anni, in una casa di sua proprietà composta da quattro membri nel luogo detto “Li Forni” che confinava con Giambattista Pepiciello. Possedeva parecchi terreni di cui un tommolo e mezzo anche in affitto alla cappella del SS Rosario per carlini 14. Poi due bovi aratori, una giovenga di anni due più 4 pecore. Su 104 once, derivanti  36 dal lavoro, 60 dai beni e 8 dagli animali posseduti, veniva tassato per 6.48 once 

 

Angelo Piro di 40 anni, sposato con Margherita Varricchio da cui aveva avuto  5 figli: il primo di 24 anni e l’ultimo di 4anni. Con lui era anche la sorella Maddalena di anni 44:  abitava in casa propria costituita da un membro sottano nel luogo detto “Catalani”, confinante con Silvestro Mele e via pubblica.

 

Carlo Porcaro di anni 46, massaro, sposato con  Teresa Rossi, con 6 figli,   abitava in casa propria di quattro  membri nel luogo detto  “Varva”: possedeva un tommolo con piedi di castagna nel luogo detto Varva seu Piro e confinava con Antonio Porcaro e Gennaro Sabatino. Oltre terreni  nel luogo detti la Vigna, , ancora in quello detto “ La Selva” ed ancora nel luogo detto “le Coste”. Per ultimo un terreno il località Bosco. Possedeva 2 Bovi aratori, un vitello, 2 neri (maiali) per uso proprio, 3 pecore e 9 capre per once complessive 48 per le quali era tassato per 3:99

 

Giuseppe Mostacciuolo, con la moglie Catarina e 4 figli, abitava in casa propria nel luogo detto “Castellone” e confinava con via pubblica e Piero Mostacciuolo. Possedeva un tommolo di terra seminativo ed arbustato nel luogo detto ”li Picciolilli” che confina con la via pubblica e Vittorio Farese; inoltre ancora 28 misure seminative nel luogo detto “i Farisi” che confinava con Pietro Izzillo e vallone invernale, oltre un agnello in società con Giuseppe Sellitto. Per 24 once ne  veniva tassato per   2

 

Francesco Cataudo, massaro, abitava in casa propria di due membri nel luogo detto” li Cataudi”, con la moglie, Chiara Verdino e tre figli più altri tre figliastri. Possedeva sei misure di seminativo nel luogo detto ”L’Olive” che confinava con Giuseppe Cataudo, Giuseppe Catalano e via pubblica. Più tre misure nel luogo detto “Li Cataudi” confinante con  Berardino  Cataudo e via pubblica. Ancora 8 misure seminativo ed arbustato nel luogo detto “La sérva” (selva) confinante con D. Nicolò Varrichio e Giambattista Zerella. Possedeva due bovi per una rendita di 8 Carlini, cinque pecore per una rendita di 25 grana oltre una somara in comune con Giuseppe Cataudo. In tutto  56 once   tassate per 3  

 

 Francesco Francione  di anni 58 sposato con Vittoria Martino di anni 35 con 6 figli. Abitava in casa propria costituita da 8  membri di cui quattro soprani e quattro sottani nel luogo detto “Porta vescieda(Vesceglia)e confina col notaio Francesco Francione.  Aveva terreni seminativi ed arbustato in luogo detto”Le Peracotte”(?),  due territori seminativi nel luogo detto “La Piana”  ed ancora  seminativo ed arborato  nel luogo detto “Il Fiume”. Altri terreni nel luogo detto ”Li Scocchi”, ancora a “l’Acqua  rotta” e nel luogo detto “Li Barbieri” ed in ultimo terreni nel luogo detto “Li Donisi” e “Cretazzo”. Possedeva due  Bovi aratori  ed un mulo per i quali pagava a Domenico Capone 9  grana;  il tutto stabilito con un contratto di menando di cui ci si serviva per dare in concessione i buoi e gli asini. Era una sorta di affitto, per cui … il proprietario concedeva … l’animale a fronte di una rendita annua percepita dal concedente. In tal modo gli animali erano dati  < ad menando, seu ad laboratura>, cioè a menando ovvero a lavorare.

 

  Giuseppe Iannotti, nobile vivente di 41 anni … abita in una casa palaziata al luogo detto  “lo portuso” di 15 membi, dodici soprani e tre sottani. Più quattro membri di casa due sottani e due soprani sita nel luogo detto “lo portuso” confina con Nunzio Barone e Nicola Farese. Possiede altri membri di casa. quattro soprani e due sottani nel luogo detto lo portuso seu Piazzetella. Possiede sei altri membri di casa e cantina al luogo detto”lo Spedale”, altre nel luogo detto  “lo Anecenello(?) Poi vi sono 8 pagine del Catasto per enumerare i terreni posseduti, per i censi enfiteuci  pagati da famiglie dell’intero comune. Chiude riportando gli animali posseduti: una somara, 2 bovi aratori a menando a Lorenzo Maio., 6 pecore e due nevi alla socida (contratto  che permetteva di  ripartire il profitto in maniera equa),a Lorenzo Maio. Era sposato con Donna Vittoria Bresaiola(?)  di 26 anni e con 4 figli, 3 servi più altri tre familiari.

 

Certo che ne avrebbe cose da dire il Catasto Onciario del 1753  sulle radici della maggior parte delle famiglie del Comune, ma, come già dissi, c’è bisogno di un lavoro certosino, di tanto tempo per ristrutturare in un sistema compiuto la gran mole di notizie che esso fornisce. Motivo per il quale sarebbe necessario un gruppo di lavoro esperto in una serie di discipline per poter interpretare correttamente i dati.

 

Per cui ho voluto, semplicemente, raccontare solo uno spaccato della nostra storia passata che permette di intendere come la ricchezza era concentrata, come sempre è stato e sarà, nelle mani di poche persone che, in virtù di ciò, decidevano la sorte della comunità in quanto in esse il potere economico coincideva con quello politico.

 

Beniamino Iasiello

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