Miracolo a Ceppaloni

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)

IMG 0799 2di Nino Russo

Leggo cose di vita vera e straordinaria sui nostri borghi e paesi: di quelli che vivono e prosperano magnificamente e di altri riportati miracolosamente a nuova vita dopo che avevano sfiorato la pace eterna. E immediatamente mi viene in mente il NOSTRO Ceppaloni. E m’incazzo, Dio come m’incazzo! E non si tratta di incazzature semplice, ma doppia, tripla, quadrupla: un mix (molto esplosivo) di rabbia per la scorante inadeguatezza di chi viene messo a gestire il NOSTRO COMUNE, che s’accompagna a una diffusa incapacità, a una cosmica, arrogante irresponsabilità.

 

Ed ecco formarsi un altro “mix esplosivo”, che contraddistingue l’amministratore tipico ceppalonese e…dintorni (sangiovannaro, beltigliese, santacrociano…), ma che produce danni ben più concreti e devastanti del mio, puramente sentimentale, perché il loro è dannatamente operativo. E si esercita sul campo, quotidianamente.

Tutto questo è montato (di nuovo!) in me mentre scorrevo le righe di un servizio apparso sull’inserto “Viaggi&Sapori” di Repubblica del 29 giugno, dal titolo “Dal Sannio alla Costiera Amalfitana: un itinerario speciale”. So benissimo che quest’altro mio commento provocherà, oltre all’interesse dei più, anche le solite invettive di chi non accetta che qualcuno gli dica “scétate!”, ma accetto il rischio. Come sempre. Parlo di quei (pochi?) sopravvissuti del “fu” Ceppaloni che si stanno adeguando alla pace eterna del paese e per i quali ogni tentativo di riportarli a una condizione di vitalità è vissuto (siamo nel campo degli ossimori…) come un’intrusione indebita nel loro spento tran tran. Alcuni esempi? Eccoli: “ma che vole ‘stu scassacaz…”. Oppure: “ma chist pecché nun se ne sta’ a Milano invece e ce scassà ‘a uallera?”.

Quel servizio su Repubblica, dicevo…In alto, immagine che sovrasta il tutto, la foto della rocca di Sant’Agata dei Goti. Nel testo i racconti di luoghi e colture (e culture) che sembrano usciti da un libro di favole: Pontelatone, alle Porte del Sannio, borgo di origine longobarda che “rappresenta un esempio ben conservato di impianto altomedievale”…I vini locali come il Casavecchia, il vitigno “Pallagrello” apprezzato dai Borboni…. Poi si entra nel Sannio Beneventano. E siamo a Castelvenere “ il Comune con più viti d’Italia dove oltre alla profumata Falanghina si produce un insolito Barbera del Sannio”.

Poco distante c’è il borgo normanno di Guardia Sanframondi “che condivide con Castelvenere la candidatura di questo paesaggio vitivinicolo a Patrimonio Immateriale Unesco”. Ed ecco la rivelazione: “Il suo centro storico…da pochi anni “scoperto” da artisti e turisti americani e inglesi che stanno recuperando parte delle case affacciate sulla valle, è dominato da un imponente castello, splendidamente restaurato. Ai piedi del borgo antico, un mare di vigneti…”. Basterebbe chiudere gli occhi, sostituire “Guardia Sanframondi” con “Ceppaloni” (salvo l’ultima parte, quella del “mare di vigneti”) e, voila, il gioco è fatto. Peccato che non basta chiudere gli occhi per cambiare una realtà che da noi pare sia diventata immodificabile…

Ci sarebbe ancora da parlare di Sant’Agata dei Goti. Ma qui si entra nel territorio dei miracoli essendo quel borgo catalogato come uno dei più belli d’Italia.

Forse lo era già, ma lo è di più oggi perché la gente di Sant’Agata, e la gente di Castelvenere, Guardia Sanframondi, hanno avuto grande cura del proprio luogo, delle proprie terre, della grande cultura che è stata loro tramandata e che conservano come un bene preziosissimo.

Se almeno i nostri “signori della Giunta e signori consiglieri” avessero l’intelligenza, e la modestia, di farsi una capatina a Sant’Agata dei Goti, Guardia Sanframondi, Castelvenere… Magari per gustarsi un gelato o una birra ghiacciata e ammirare il panorama. E intanto che ci sono, chiedere rispettosamente ai colleghi di quei luoghi miracolosi e miracolati, come si fa…

Sei qui: Home News Miracolo a Ceppaloni
Find us on Facebook
Follow Us