Basta il codice etico?

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benjaminMa cosa ha detto Pier Camillo Davigo, presidente dell’ANM, di così scandaloso? Che i politici continuano a rubare senza neppure piĂą vergognarsi, che rubano con l’arroganza di chi lo sta facendo in casa propria, che la classe dirigente che delinque fa piĂą danno dei criminali. Beh, Non ha fatto altro che esprimere, apertis verbis, ciò che il paese pensa.  Quando si è colti con le mani nella marmellata, il buon senso, una volta, consigliava di fare penitenza: oggi dalle realtĂ  piĂą piccole alle metropoli le prime parole che si pronunciano sono: non mi dimetto, supportate dall’ arroganza di chi ha del tutto dimenticato che ciò che è pubblico, per definizione, non può appartenere ad un singolo, anche se potente.

 

 Certamente, le colpe sono molteplici, ma una politica che non interviene in maniera seria nel rimuovere gli ostacoli per l’attuazione di una “giustizia giusta” viene meno ad uno dei suoi compiti principali. La norma sulla prescrizione è l’esempio classico di chi, a parole, riconosce che così come è uno “sconcio” e che perciò va cambiata, ma, poi, nei fatti non fa niente per rimuoverla: la prescrizione di un reato scatta dal momento in cui esso viene compiuto e non da quando viene scoperto. A dire che se io ho commesso un reato cinque anni fa, ma vengo scoperto solo oggi, non sarò soggetto a nessun giudizio perchĂ© il reato è prescritto! La situazione politica italiana, diceva Ennio Flaiano, è grave, ma non è seria se  Franco Roberti, il Procuratore Nazionale dell’Antimafia in una intervista a “Il Fatto Quotidiano” dichiara che … purtroppo dentro e fuori dal Parlamento e delle Amministrazioni c’è troppa gente che non ha alcun interesse ad una  giustizia che funzioni … il camorrista pentito Carmine Alfieri giĂ  negli anni ottanta a ogni elezione aveva fila di politici di tutti  colori davanti alla sua porta per offrirgli favori in cambio di voti e lui selezionava ed appoggiava chi piĂą gli conveniva. Oggi la vera svolta è il salto della mediazione: le mafie mandano in Parlamento e nelle Istituzioni i loro uomini, le loro proiezioni … a parole tutti sono d’accordo su questi rimedi, ma poi le leggi non arrivano mai.    Di non diverso tenore è l’intervista del Procuratore capo di Palermo quando afferma che contro i reati dei colletti bianchi serve la strategia utilizzata contro la mafia. Sembra non essere cambiato niente da quegli anni, basta tenere presente ciò che sta succedendo a Napoli in questi giorni con la vicenda del consigliere regionale Stefano Graziano. La politica dovrebbe essere maggiormente sensibile all’aspetto etico che sembra addirittura aver dimenticato, eppure la corruzione imperversa e la realtĂ  supera di gran lunga la fantasia. E vero che ci sono tre gradi di giudizio, ma è anche vero che la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto, cioè, come raccontano Plutarco e Svetonio, essa non solo doveva essere onesta, ma anche sembrare onesta. Che, diversamente detto, è quello che il Presidente Mattarella, qualche giorno fa, ieri affermato: nell’impegno politico si assume un doppio dovere di onestĂ  per sĂ© e per i cittadini che rappresentano. Chi obbliga a non sanzionare (con la non candidatura e senza ripescaggi per posti di responsabilitĂ  nell’apparato dello Stato, in Enti, in “Partecipate” comportamenti inopportuni anche se non penalmente rilevanti?  Un codice etico rigoroso, forse, potrebbe essere il primo momento di una palingenesi della politica?  ChissĂ .

                                                                                                               Beniamino Iasiello

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