Mimmo Lucano, nella Top 50 di Fortune il sindaco che ha rilanciato Riace grazie agli immigrati. Ed è l’unico italiano

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Mimmo Lucano, nella Top 50 di Fortune il sindaco che ha rilanciato Riace grazie agli immigrati. Ed è l’unico italiano 4.8 out of 5 based on 5 votes.

ceppalonidi Nino Russo

 

Succede che nella classifica della rivista statunitense "Fortune", tra i primi 40 personaggi mondiali per importanza risulti, unico italiano degno e meritevole di figurarvi - a patto di non considerare italiano (al massimo italo argentino) papa BergoglioMimmo Lucano, sindaco (di sinistra) di Riace, Calabria. Il merito di Mimmo è di quelli che uno, dopo aver letto, potrebbe dire: "ma questa cosa sono capace di farla anch'io!".

 

 

 

 Infatti il Mimmo "nostro" ha fatto una cosa semplice, ma così semplice che...solo pochi hanno provato a farla e pochi ci sono riusciti. E chi non c’0è riuscito è solo perché non ha voluto, “non gli tornava utile”era solo una grande scocciature. E poi a che serve fare una cosa intelligente se nessuno ti capisce e, soprattutto, se pure la fai ti porta pochi voti e solo rotture di “cabasisi”?

 

Che Genio, quel Mimmo Lucano di Riace, Calabria: s'è ritrovato con un paese (quello dei due famosi bronzi) quasi desertificato - appena 400 anime sopravvissute - praticamente defunto, dimenticato dagli uomini e dalla politica. E forse anche da Dio....Sembra la fotografia esatta di Ceppaloni, ma non lo è. E’qualcosa di simile, che gli assomiglia molto da vicino ("Vicino a Casoria? Frattamaggiore, Caivano, S.Maria Capua Vetere.." Totò e Peppino ne "La Banda degli onesti"). E davanti a tutto quel disastro, a quel deserto di uomini, cose e animeche ti fa il Mimmo “nostro”? Decide la sola cosa utile e intelligente insieme (difficile da coniugare, ma non impossibile): fare di tutto per ripopolare Riace. E allora rivolge lo sguardo verso gli ultimi, gli umili, i poveri cristi…Insomma alle persone che scappano dalle guerre e dalla fame per cercare pane e lavoro altrove. Apre le porte, serrate da anni, a migliaia di migranti, offre loro una casa delle tante disabitate e destinate al degrado. E quelli lo ripagano ripopolando e ridando vita a un paese altrimenti destinato a morire. Ecco, basta poco per diventare uno dei "40 personaggi più famosi e importanti del globo". Basta solo mettere insieme l’utile con una visione intelligente delle cose e della vita. (Hai detto niente!).

 

Si, però a patto che non sei di Ceppaloni, dove pare che sia da tempo in vigore il detto: "meno siamo e meglio stiamo". E allora pensi che starai meglio se invece che cittadini continui a ritenere la tua (poca) gente che amministri, un gruppo superstite di clientes… E poi, diciamola tutta, costa fatica tentare – anche una sola volta! -  di fare cose utili con intelligenza. Si fa fatica assai. E ti crea solo seccature, perdita di voti, gente incazzata che ti grida â€œquelli lì non li vogliamo! E se li fai venire ‘o voto mio t’o puoi scurdà!”. E allora..."ma chi m'o fa fa"…

 

Lui la chiama “l’utopia della normalità”. Iniziata nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace e piano piano diventata realtà, è proprio quell’utopia che oggi ha consentito al sindaco Mimmo Lucano di vedere il suo nome al quarantesimo posto della classifica di “Fortune” dei 50 leader più influenti del mondo, insieme a papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San Suu Kyi, Bono degli U2. Un riconoscimento per il suo impegno nel campo dell’immigrazione. Da quando è sindaco Lucano, infatti, il Comune di Riace ha dato ospitalità a oltre seimila immigrati che hanno ripopolato il piccolo paesino della Locride. Molti di loro non se ne sono più andati e hanno avviato anche una serie di attività artigianali e imprenditoriali. Mimmo Lucano è l’unico italiano nella Top 50: nessun altro politico, nessun presidente del consiglio, nessun presidente di Regione, nessun uomo di Stato o grande imprenditore. Solo un sindaco di una piccola cittadina calabrese, arroccata ai piedi dell’Aspromonte, con meno di duemila abitanti di cui quasi la metà sono migranti. Ma anche un sindaco “solo” a cui (a parte la Boldrini e l’ex governatore Loiero) nessuno ha sentito il dovere di dire “bravo” o semplicemente “grazie”. In una terra dove contano più le parole non dette, il silenzio della classe dirigente, del mondo politico rende ancora più merito al lavoro di Mimmo Lucano.“Non ho inseguito questa classifica”. Mimmo Lucano tiene a precisare che non ne sapeva nulla fino a pochi giorni fa. Il politichese è una lingua che il sindaco di Riace non è mai riuscito a parlare e proprio per questo oggi prova un po’ di imbarazzo: “Non faccio queste cose per una carriera politica. Mi sento di appartenere agli ultimi e non ai primi. Mi dà un certo disagio la storia americana di questa classifica. Tuttavia sono contento nell’animo perché mi dà la sensazione che quello che stiamo facendo ha trasmesso il messaggio di umanità di un luogo nonostante le sue precarietà economiche e sociali e i condizionamenti della criminalità organizzata. Mi sento di condividere questo riconoscimento con tantissime persone che sono passati da qui come il vescovo Bregantini”. E ancora: “Mi auguro – ha ribadito il primo cittadino – che questa gratificazione possa rappresentare una svolta positiva anche per Riace e per tutta la Calabria, dando la possibilità anche agli ‘ultimi’, che noi ci ostiniamo a voler rappresentare, di vedere riconosciute le loro istanze”.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

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