Il re dei profughi in Ferrari era uno sponsor dell'Ncd

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DiDOnato Non credo di fare una vita di lusso». Prima di abbassare le serrande sul suo profilo Facebook l'imprenditore Paolo Di Donato - tra i protagonisti di Profugopoli, ultima fatica del direttore del Tg4 Mario Giordano che uscirà per Mondadori tra due settimane - si difende sul social network. Il creatore del consorzio Maleventum che gestisce l'accoglienza nel Beneventano per 740 profughi (per un incasso di oltre 20mila euro al giorno), l'uomo che come foto profilo si era fatto immortalare mentre sale su una Ferrari 360 rossa, venuto allo scoperto minimizza in un post il suo business, snocciola le «cifre importanti» da pagare ogni mese per la «gestione dei 13 centri» (ieri in serata a La Zanzara Di Donato metteva in elenco anche 10mila euro al mese in creme per la pelle), lamentando che «la prefettura paga a singhiozzo» e tagliando corto pure sul proprio parco auto: «Non esiste nessuna Ferrari né tantomeno una fiammante Porsche o la barca al molo, sono foto prese da Facebook».

 

Eppure Di Donato si contraddice nello stesso post, spiegando che «la Porsche l'ho pagata 11mila euro, tre anni fa». Quindi esiste. E pure sull'esistenza della Ferrari parlando al quotidiano online Ottopagine l'imprenditore 46enne ritrova la memoria: «È una Ferrari stravecchia che ho avuto per tre mesi sette anni fa». Una Ferrari stravecchia che, per inciso, ancora oggi - sette anni dopo - vanta quotazioni dell'usato sui 50-60mila euro almeno.

Quanto al resto, il concetto di lusso è soggettivo. Di oggettive ci sono le dichiarazioni dei redditi per gli anni 2011 e 2012 che Di Donato aveva allegato al suo curriculum per la trasparenza amministrativa da consigliere comunale: più di 470mila euro il primo anno, 104mila il secondo.L'imprenditore, molto attivo nella cooperazione sociale, come detto si è impegnato in passato anche in politica, postando tra l'altro vecchie foto con gli ex ministri Livia Turco e Clemente Mastella (il suo «primo amore» politico, anche se il leader di Popolari per il Sud, ieri, ha fatto sapere di «non vedere Di Donato da anni»). Oggi l'uomo non nasconde le sue simpatie per il Nuovo Centrodestra, partito guidato da Angelino Alfano, titolare del Viminale, il ministero deputato ad affrontare l'emergenza migranti.

Nella foto in questa pagina Di Donato è intento a chiacchierare con un altro big Ncd, Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore del partito in Campania. Accanto a loro c'è Luigi Barone, capo segreteria del sottosegretario e componente del direttivo nazionale di Ncd, indicato come molto vicino a Di Donato. Di cosa stessero parlando il «re» dell'accoglienza ai profughi nel Sannio con l'esponente del governo in quota Ncd e con il suo reponsabile della segreteria non è dato sapere. Si sa, invece, che un anno fa l'Alfano sottosegretario e Barone curarono l'organizzazione di una cena per il finanziamento del partito nel castello di Limatola. Ci volevano mille euro per sedersi a tavola con i big nazionali del Nuovo Centrodestra (anche se il grande capo Alfano, annunciato come presente, diede forfait all'ultimo momento limitandosi a un videomessaggio). E tra i finanziatori di quella serata spunta proprio Paolo Di Donato, che non volle mancare all'evento e mise mano al portafogli. Due quote versate a titolo personale, altre due erogate da Maleventum, il consorzio che guadagna col business dell'accoglienza richiedenti asilo. Una realtà florida del settore, della quale lui stesso si definisce «ideatore, creatore e gestore», oltre che amministratore unico (fino alla fine del 2012) e poi procuratore speciale.

Fonte: Il Giornale

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