Un medico di Ceppaloni docente ad Harvard

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catalanoLa sola ammissione come studente all'università di Harvard è un evento che ha del prodigioso. Vincere un concorso e diventare docente presso il più prestigioso centro di studi al mondo è quasi inimmaginabile. E lo è incredibilmente di più se a conquistare l'ambita collocazione all'ateneo statunitense che da sempre è in vetta alle classifiche mondiali, è un italiano, nato e cresciuto in un piccolo centro della provincia di Benevento, Ceppaloni. 

 
 

Il neo designato docente dell'università di Boston che ha sbaragliato la concorrenza, attestandosi primo in un concorso cui hanno partecipato professionisti provenienti da tutto il mondo, è Onofrio Catalano, 43 anni, e la sua è una di quelle storie da raccontare tutto d'un fiato. Medico radiologo laureato e specializzato alla Federico II di Napoli, la sua prima esperienza ad Harvard risale al 1998 come visiting research fellow presso il Massachusetts Hospital di Boston. Orientarsi nella moltitudine di voci del curriculum del professor è una missione impervia anche per il lettore più curioso: pur molto giovane, Catalano ha già alle spalle un'attività di ricerca da primato.  Observer presso l'Università della California a San Diego, clinical e research fellow ad Harvard, ha partecipato a convegni e incontri scientifici a Londra, Boston, Chicago, Washington, Taiwan e Oxford. Ha ricevuto riconoscimenti dalle più importanti istituzioni mediche del mondo, come la 'Society of Computed Body Tomography & Magnetic Resonance' e la 'Radiological Society of North America' e pubblicato articoli, tra gli altri, per l'European Radiology e l'American Journal of Roentgenology. La sua ricerca a partire dal 2012 si è concentrata sulla sperimentazione del Pet/mri, una tecnica diagnostica basata sulla combinazione tra la Pet (Positron Emission Tomography, strumento che adopera la radioattività di alcune sostanze per vederne la distribuzione nell’organismo del paziente cui viene iniettata la sostanza ed esamina la funzione di tessuti ed organi) e la Mri, più nota come risonanza magnetica, che viene utilizzata per produrre immagini ad alta definizione dell'interno del corpo umano. Le informazioni ottenute dall'utilizzo simultaneo di queste due tecniche migliora la valutazione delle patologie fornendo così uno strumento diagnostico più efficace. Catalano con la sua ricerca, svolta in continuità con l'università di Harvard e del North Carolina, ha contribuito allo sviluppo di diversi protocolli clinici, veri e propri piani di studio su cui basare la sperimentazione della tecnica e monitorarne effetti ed efficacia.

Nella sua attività si è occupato principalmente di applicazioni di tecniche avanzate nel campo dell'imaging addominale e oncologica, con l'obiettivo di migliorare la cura dei pazienti affetti da cancro. Un cursus honorum che è difficile riportare anche solo nelle sue linee essenziali e che ha condotto il giovane medico campano alla cattedra di radiologia presso l'ateneo statunitense. Per arrivare fin lì, naturalmente, non è bastato il ricco bagaglio di esperienze, titoli e pubblicazioni. Il neo professor ha dovuto affrontare una lunga fase di selezione. Un concorso lungo, articolato in numerose prove “talmente tante - ammette Onofrio Catalano – che non saprei indicarne il numero esatto. La prima nel giugno 2014”.

Dopo poco meno di un anno, a metà maggio, la comunicazione ufficiale. La più attesa. Un risultato incredibile su cui il docente non si sbilancia: “E' l'esito di anni dedicati allo studio. La ricerca negli Stati Uniti, a differenza che in Italia, è un'attività professionale retribuita e leale. Conta unicamente quello che sai fare”. All'happy end coronato negli Stati Uniti fa da contraltare il cammino meno lineare di Catalano in terra italiana. Nel 2008 il professionista, dirigente medico dell'ospedale "Gaetano Rummo" di Benevento, si vide negare dal nosocomio di appartenenza il nulla osta a continuare gli studi presso il Massachussetts General Hospital di Boston dove lo studioso era stato selezionato tra i vincitori di una "clinical fellowship", una super specializzazione in radiologia. Catalano ha dovuto poi attendere più di tre anni per veder tradursi in immissione in ruolo, avvenuta nell'ottobre 2013, l'acquisizione del titolo di professore associato conseguito all'Università Partenope di Napoli nel maggio 2010.
Un'attività che tra poche settimane lascerà per recarsi a Boston e insediarsi presso la più antica e prestigiosa istituzione universitaria statunitense.

Fonte: ottopagine.it

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