Estorsione ad una pizzeria di Ceppaloni: torna in carcere un 32enne

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carabinieriTorna in carcere Italo Di Pietro, 32enne di Benevento, che lo scorso 26 gennaio era stato coinvolto nell'operazione "Tabula Rasa 2” dei carabinieri del Comando Provinciale sannita. Questa mattina, i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli per il reato di estorsione in concorso con l’aggravante delle finalità mafiose. Il 32enne, che si trovava in regime di sorveglianza speciale, era stato arrestato insieme ad altri tre complici, tutti ritenuti affiliati al clan della famiglia “Sparandeo”.

L’episodio di estorsione riguardava una pizzeria di Ceppaloni e sarebbe avvenuto nel giugno 2014, quando il titolare del ristorante fu costretto a consegnare la somma di 800 euro.Lo scorso 5 febbraio la X Sezione del Riesame di Napoli aveva stabilito la scarcerazione di Di Pietro, accogliendo le tesi del legale difensore, Antonio Leone, per carenza di gravi indizi di colpevolezza. Dopo l’annullamento del precedente provvedimento restrittivo della Suprema Corte di Cassazione, però, il Riesame ha riapplicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del 32enne, confermando gli elementi probatori raccolti dai carabinieri del Nucleo Investigativo coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.Dopo le operazioni di rito, Di Pietro è stato portato nella Casa Circondariale di Capodimonte.

Fonte: Ntr24

Torna in carcere Italo Di Pietro, 32enne di Benevento, che lo scorso 26 gennaio era stato coinvolto nell'operazione "Tabula Rasa 2” dei carabinieri del Comando Provinciale sannita. 
 
Questa mattina, i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli per il reato di estorsione in concorso con l’aggravante delle finalitĂ  mafiose. 
 
Il 32enne, che si trovava in regime di sorveglianza speciale, era stato arrestato insieme ad altri tre complici, tutti ritenuti affiliati al clan della famiglia “Sparandeo”. L’episodio di estorsione riguardava una pizzeria di Ceppaloni e sarebbe avvenuto nel giugno 2014, quando il titolare del ristorante fu costretto a consegnare la somma di 800 euro.
Lo scorso 5 febbraio la X Sezione del Riesame di Napoli aveva stabilito la scarcerazione di Di Pietro, accogliendo le tesi del legale difensore, Antonio Leone, per carenza di gravi indizi di colpevolezza. Dopo l’annullamento del precedente provvedimento restrittivo della Suprema Corte di Cassazione, però, il Riesame ha riapplicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del 32enne, confermando gli elementi probatori raccolti dai carabinieri del Nucleo Investigativo coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.Dopo le operazioni di rito, Di Pietro è stato portato nella Casa Circondariale di Capodimonte.
 
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