Pinuccio Di Donato ..un uomo, uno studioso, un brigante
Cosa sia stato in vita un uomo come Pinuccio non ci e’ dato sapere, almeno in senso stretto. E già , perché parlando di Pinuccio si parla di uomo intelligente e acuto, di un ricercatore accanito della verità storica e di un uomo a cui piaceva parlare..e tanto.
L’unica certezza e’ che parliamo di una persona che in vita ha saputo dare e avere rispetto.
Premetto che chi scrive non lo ha mai conosciuto. Lo ha conosciuto l’altra sera attraverso le descrizioni degli intervenuti, attraverso gli occhi di chi, con lui, ha avuto rapporti personali e non.
L’intera serata e’ stata moderata dal Prof. Iasiello. Amico personale di Pinuccio, ne ha tracciato il lato umano e il lato pubblico intervallando i vari ricordi di gioventù con quelli più recenti della “ragioneâ€.
Abbiamo ascoltato il ricordo di Giovanni Principe, voce e non solo, dei Sancto Ianne che, quasi commosso, ne descriveva il lato più familiare, ne descriveva il suo essere un amicone che, instancabilmente, lo ha sostenuto nei vari momenti della sua carriera artistica.
Abbiamo ascoltato il ricordo di Nando Dice’. Lui da uomo politico ne ha descritto l’acutezza nel rileggere la storia, la nostra storia, la storia del Sud. Nando ne ha riconosciuto la caparbia ricerca della verità storica e ne ha sottolineato la capacità di parlare ore e ore di questo argomento a lui tanto caro.
Sintetizzare un rapporto di amicizia e di stima mi è un pó difficile... cosi esordisce Francesco Porcaro.
Poi prosegue: Pino manca, manca ogni volta che faccio la strada per scendere in piazza, manca ogni volta che mi fumo una sigaretta davanti al bar, manca punto.
Il nostro rapporto di amicizia era legato dall'amore per il nostro territorio e della sua cultura, dalla musica,dal cinema,dalle feste popolari ecc..
Ricordarlo il 5/01/2015 parlando del brigantaggio è stato come vederlo lì insieme a noi, insieme ai suoi amici,ai suoi familiari, insieme al suo mondo: la cultura!!
Il ricordo più commosso e’ toccato alla nipote Anthonyla Bosco:
parlare di Pippo non è facile... io l’ho sempre chiamato così, Pippo, non Pinuccio o Pino e neanche zio Pippo...solo Pippo! Forse perché non l'ho mai considerato uno zio, ma un amico, quello che arriva sempre tardi, con i suoi tempi, e va via a notte fonda quando ormai già tutti dormono e lui invece preferisce vivere, lavorare, studiare! Dormiva di giorno e viveva di notte
E tutte le volte che rientravo a casa, quando eravamo a Ceppaloni per il Natale o d' estate c ' era la sua 'vita' a farmi compagnia, quasi ad aspettarmi mentre salivo quelle scale! Ed era sempre lui che incontravo in piazza quando rientravo a tarda ora e cosa darei per riascoltare quel "saliamocene insieme"...
Ma il ricordo degli ultimi anni, quello che più di tutti mi parla di Briganti, è quando durante le feste natalizie, intorno a mezzanotte, un suono lunghissimo di campanello che quasi svegliava tutto il paese ci presentava lui, Pippo, che avrebbe trascorso non meno di due ore a raccontare di Crocco, Re Francesco, la presa di Gaeta e le brigantesse, seduto con noi al caldo del camino.
Ecco, potrei raccontarne altri di ricordi così, ma sono ricordi, mentre ora tutto ciò che posso fare è portare in luce ciò che lui ha riscoperto, studiato, scritto!
Vogliamo partire proprio da questa serata per cominciare a parlare di storia…la nostra storia che, grazie anche a Pinuccio, adesso conosciamo un po’ meglio.

