Rifiuti, la Regione ordina la rimozione
A sette anni di distanza dall'operazione Chernobyl si scopre (forse) che quei rifiuti interrati nella discarica abusiva sorta nell'area Pip sono pericolosi. E' quanto farebbe pensare la lettura del decreto di rimozione dei rifiuti emesso dalla direzione generale per l'ambiente e l'ecosistema, con il quale la Regione ordina al comune di Ceppaloni di «rimuovere completamente tutti i rifiuti interrati e sparsi in superficie eliminando anche i terreni frammisti ai rifiuti rinvenuti». Le disposizioni contenute nel documento fanno riferimento alle decisioni assunte nel corso dell'ultima conferenza dei servizi, riunitasi il 23 ottobre scorso. Che è l'atto finale di un iter molto più esteso, il cui principio va collocato nel 2011.
E' nell'ottobre di quell'anno infatti che il comune di Ceppaloni ha comunicato alla Regione l'avvio delle indagini, con annessa autorizzazione di accesso all'area sequestrata da parte del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A distanza di quasi tre anni, il 19 giugno scorso il comune «più volte sollecitato – si legge nel decreto - ha trasmesso le risultanze del Piano di Caratterizzazione e il documento dell’Analisi di Rischio», approvate nella successiva conferenza dei servizi del 30 giugno scorso. Dopo appena due settimane, una nuova riunione degli enti interessati dal procedimento, si è conclusa con la richiesta di integrazioni e chiarimenti da presentarsi nei successivi 45 giorni. Integrazioni che il comune ha trasmesso il 10 settembre scorso. Poche settimane dopo, in due sedute distinte, quella del 7 ottobre e del 23 ottobre, si giunge alle prescrizioni di rimozione imposte al comune di Ceppaloni. A queste disposizioni vanno ad aggiungersi altre due richieste specifiche. «Al completamento della rimozione – questa la seconda indicazione contenuta nel documento – bisognerà procedere al collaudo delle pareti e del fondo scavo attenendosi alle azioni previste dalle “Linee guida per il collaudo di scavi per interventi di bonifica on-site e offsite n. 9 della Provincia di Milano del 2004». Indicazioni che vanno seguite con lo scopo di «individuare un percorso da seguire per la verifica del fondo e delle pareti di uno scavo, a seguito della rimozione di terreno contaminato durante gli interventi di bonifica on-site o off-site», così come recita il documento cui si fa riferimento nel decreto. Ultima disposizione contenuta dal decreto licenziato dalla Regione impone inoltre al comune di «eseguire sui terreni in posto le analisi su tutti gli analiti esaminati nei rapporti di prova per la caratterizzazione dei rifiuti sversati i cui valori sono risultati superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione del suolo e sottosuolo (CSC) fissati in base alla destinazione urbanistica». Durante i lavori di collaudo per l'avvenuta bonifica – e siamo all'ultima disposizione - l’Arpac presenzierà alle attività di campionamento prelevando ed analizzando «un numero di campioni indicativamente dal 10 al 20 per cento. Le spese per il personale e quelle di laboratorio, commisurate al Tariffario Arpac saranno a carico del comune di Ceppaloni».
Fonte: Ottopagine

