E' 'Officina castello' la proposta ufficiale della consulta per i centri storici

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tranfa

La proposta c'è. Ora bisogna solo attendere il responso dell'amministrazione. Venerdì scorso la consulta per i centri storici, presieduta da Carmine Tranfa, ha ufficialmente consegnato la proposta progettuale denominata 'Officina Castello' per la destinazione d'uso del maniero medievale. Dunque ora, su questo bene architettonico, esiste un'indicazione precisa che il presidente, Carmine Tranfa, ci illustra nel dettaglio.

 

D. Presidente, come previsto venerdì la consulta ha approvato la proposta di destinazione d’uso del Castello.

R. Si, è vero. Sono molto soddisfatto perchĂ© la consulta ha operato in modo risoluto e con celeritĂ . Proprio venerdì mattina è stata trasmessa al presidente del consiglio comunale, Ottavio Mazzone, la proposta di delibera denominata “Programma per la valorizzazione del Castello e del Borgo di Ceppaloni”. Proposta che ha ricevuto il voto unanime dall'assemblea della consulta.

D.: Nell’intervista che lei rilasciò al nostro giornale il 22 luglio scorso, dichiarò che agli atti della  consulta c’erano due proposte: la sua e quella del segretario, Alfredo Rossi. Siete riusciti a trovare una sintesi?

R.: la consulta è stata in grado di trovare una soluzione che, a mio giudizio, è ammirevole e che  ha contemperato l’esigenza di conoscenza storico-architettonica del castello con quella di  garantirne anche la fruibilitĂ  e l’afflusso di turisti, mettendo a loro disposizione laboratori creativi, eventi, formazione (soprattutto rivolta ai giovani), manifestazioni, cinema, teatro, musica, fotografia, pittura, scultura, storia, architettura, museo, enogastronomia (con particolare riguardo alla rivalutazione del tartufo locale), promozione di prodotti agricoli ed artigianali preparati dai nostri concittadini. L’intero programma è stato denominato “Officina castello” che in effetti si identifica come un “contenitore di cultura e di creatività”. La missione principale che si prefigge il progetto è quella di promuovere le condizioni per lo sviluppo economico (attraverso il flusso turistico) , culturale e sociale non solo della comunitĂ  locale ma anche di tutti i comuni viciniori. Ovviamente in questo discorso un ruolo di primo piano lo svolgeranno le scuole, le quali dovranno essere coinvolte sia nella realizzazione che nell’organizzazione delle varie attivitĂ , nonchĂ© da tutte le associazioni di volontariato presenti nella Regione Campania, per sfruttare al meglio le promozioni ed i finanziamenti offerti dal D.P.R. n. 361 del 10 febbraio 2000.Un egregio lavoro potrĂ  farlo anche il sindaco, Claudio Cataudo, da pochi giorni eletto anche consigliere provinciale. Colgo l’occasione per ringraziarlo della fiducia che, insieme al consiglio comunale, ha riposto nella consulta.

D.: Quali sono le idee-guida che hanno ispirato i vostri lavori?

R.: la Consulta non poteva prescindere dallo studio di fattibilitĂ  redatto dall’UniversitĂ  del Sannio e coordinato dal docente Felice Casucci nell’anno 2008. Non si dimentichi che in quel periodo io ero vicesindaco con delega ai centri storici e il sindaco era Clemente Mastella. La Regione Campania ha talmente creduto in quello studio di fattibilitĂ  denominato “Borgo della creatività” che lo ha anche finanziato. Ora non resta che dare esecutivitĂ  al progetto giĂ  agli atti della Regione. Recentemente abbiamo avuto la fortuna che, dopo molti anni, è stato nominato assessore Regionale l’avvocato Vittorio Fucci, sannita doc. Io so per certo che egli è innamorato di questi piccoli centri storici, che costituiscono delle perle nelle zone interne, ma che non vengono valutate per la loro importanza e per il loro grande fascino che suggestiona i turisti. Sono certo che il neo-assessore si prodigherĂ , con tutte le sue forze, per far finanziare il progetto esecutivo.

D.: e come avete risolto il problema della gestione?

R.: la gestione del Castello potrĂ  essere affidata a “Fondazioni di Partecipazione no profit”. Trattasi di un nuovo modello italiano di gestione di iniziative nel campo culturale, ossia di un istituto giuridico di diritto privato senza scopo di lucro, aperto a tutti i cittadini, che può essere costituito con un semplice atto notarile per ricevere contributi dagli enti pubblici e facilitazioni fiscali. La Fondazione in partecipazione compendia pluralismo, partecipazione ed utilizzo di risorse. Un’altra forma di gestione potrebbe essere la costituzione di una societĂ  partecipata di tipo in-house, controllata da un ente pubblico. Esse rivestono un carattere pubblico. Pertanto alle stesse potrebbe essere assegnata la gestione del castello, mediante un sistema di affidamento diretto, perchĂ© perseguono fini pubblici, non finalizzati al profitto o ad interessi lucrativi.

D.: Con la consegna di questa proposta la consulta ha terminato i propri lavori?

R.: no, la Consulta ha la durata dell’Amministrazione in carica. Se la stessa vorrĂ  affidarci altri compiti, sempre connessi al centro storico, saremo lieti di farlo, nell’interesse della collettivitĂ . 

Fonte: Ottopagine                     

 

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