Le motivazioni dei 23 arresti che hanno scompaginato lÂ’Udeur
«Le indagini, condotte dalla Procura da circa un anno, hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell'area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania». Così scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere in una nota che precisa alcuni contorni dell'inchiesta che ha portato all'emissione di 23 provvedimenti restrittivi, di cui 4 in carcere e 19 ai domiciliari, nei confronti di esponenti dell'Udeur campani, compresa Sandra Lonardo Mastella.
Questo tessuto, che la Procura retta da Mariano Maffei sottolinea "fatto di trame fitte, connivenze e di complicitĂ " ha portato "molti enti pubblici regionali e molti enti locali campani" a "conformare le loro scelte asservendo la cosa pubblica agli interessi di un gruppo ristretto di persone, coordinate da Camilleri (Carlo, consuocero di Clemente Mastella, destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere, ndr.), che facendosi parte del potere politico amministrato dal partito Udeur, orienta di fatto ogni scelta e ogni decisione di enti locali in cui sia presente uno schieramento politico di tale partito".
Questo tessuto, che la Procura retta da Mariano Maffei sottolinea "fatto di trame fitte, connivenze e di complicitĂ " ha portato "molti enti pubblici regionali e molti enti locali campani" a "conformare le loro scelte asservendo la cosa pubblica agli interessi di un gruppo ristretto di persone, coordinate da Camilleri (Carlo, consuocero di Clemente Mastella, destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere, ndr.), che facendosi parte del potere politico amministrato dal partito Udeur, orienta di fatto ogni scelta e ogni decisione di enti locali in cui sia presente uno schieramento politico di tale partito".
I reati contestati agli indagati e riconosciuti dal gip vanno dall'associazione a delinquere, al falso in atto pubblico, alla corruzione, alal concussione e alla turbativa di appalti. In particolare, le indagini "hanno consentito di accertare che i concorsi pubblici gestiti dagli indagati nelle loro diverse qualita' istituzionali non venivano vinti dai candidati piu' bravi e meritevoli, bensì esclusivamente dai candidati 'sponsorizzati' da Camilleri e dal suo partito".
E "i primari ospedalieri non venivano nominati dai direttori generali delle Asl in base alla loro capacità professionale, bensì sulla base delle indicazioni fornite loro da esponenti politici di rilievo".
La Procura ipotizza anche che le gare di appalto per incarichi di progettazione fossero viziate "sulla base del fatto che il partito politico si sarebbe attivato con i suoi esponenti regionali, per far pervenire all'ente locale che li ha illecitamente nominati finanziamenti pubblici".
Un sistema, insomma, che "travalica le conoscenze individuali e le competenze specifiche, e si pone come strumento di controllo e di potere della vita pubblica campana e non solo"; un sistema "fortificato" che "giunge a far sentire la propria influenza anche presso le autoritĂ giudiziarie amministrative, in particolare al Tar Campania".
La Procura sottolinea anche che si compivano "gravi illeciti" nella vita pubblica regionale grazie alla lobby portata alla luce, perduranti anche durante la richiesta di applicazione delle misure cautelari. Da qui l'accelerazione sugli arresti, anche se questo ha comportato di considerare solo alcuni episodi "che non rappresentano il ben più vasto quadro indiziario, anche a carico di soggetti allo stato sottoposti a indagini preliminari"; in pratica, il materiale investigativo raccolto è copioso e il fenomeno individuato ancora più grave. Dopo gli interrogatori di garanzia, gli atti dell'indagine potrebbero essere trasferiti a Napoli, per competenza.
E "i primari ospedalieri non venivano nominati dai direttori generali delle Asl in base alla loro capacità professionale, bensì sulla base delle indicazioni fornite loro da esponenti politici di rilievo".
La Procura ipotizza anche che le gare di appalto per incarichi di progettazione fossero viziate "sulla base del fatto che il partito politico si sarebbe attivato con i suoi esponenti regionali, per far pervenire all'ente locale che li ha illecitamente nominati finanziamenti pubblici".
Un sistema, insomma, che "travalica le conoscenze individuali e le competenze specifiche, e si pone come strumento di controllo e di potere della vita pubblica campana e non solo"; un sistema "fortificato" che "giunge a far sentire la propria influenza anche presso le autoritĂ giudiziarie amministrative, in particolare al Tar Campania".
La Procura sottolinea anche che si compivano "gravi illeciti" nella vita pubblica regionale grazie alla lobby portata alla luce, perduranti anche durante la richiesta di applicazione delle misure cautelari. Da qui l'accelerazione sugli arresti, anche se questo ha comportato di considerare solo alcuni episodi "che non rappresentano il ben più vasto quadro indiziario, anche a carico di soggetti allo stato sottoposti a indagini preliminari"; in pratica, il materiale investigativo raccolto è copioso e il fenomeno individuato ancora più grave. Dopo gli interrogatori di garanzia, gli atti dell'indagine potrebbero essere trasferiti a Napoli, per competenza.
Fonte: AGI
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