«Salviamo il territorio dal disastro ambientale»
Il volto dei tanti bambini della terra dei fuochi morti per neoplasie con un'aula consiliare immersa nella commozione e nel pianto. E' questa l'immagine che piú di tutti gli interventi degli esperti riassume il senso del convegno svoltosi ieri pomeriggio a Ceppaloni sul rapporto tra disastro ambientale e salute. Un'iniziativa promossa dal comitato per 'I nostri figli bonifichiamo Ceppaloni' e che ha visto come comune denominatore il grido a tutelare il territorio dai disastri ambientali. La situazione tocca infatti direttamente il comune di Ceppaloni interessato da due inchieste per sversamento illecito di rifiuti, prima per l'area Pip nel 2006 nell'ambito dell'operazione Chernobyl e poi lo scorso anno. Il sindaco Claudio Cataudo peró ha precisato: "Ceppaloni non é la terra dei fuochi sannita e la nostra situazione non è di certo paragonabile a quella drammatica vissuta da tante realtà nel napoletano e nel casertano".
Il primo cittadino ha quindi riconosciuto la gravità di episodi di tale portata, condannandoli fermamente, sottolinenando peró il negativo influsso sulla salute generato anche dallo sviluppo industriale cosà come dall'utilizzo negli anni passati dell'amianto o da altre pratiche di cui non si conosceva la pericolosità in passato. Una posizione che ha suscitato la reazione contraria di molti e soprattutto delle mamme della terra dei fuochi presenti. Per Cataudo comunque bisognerebbe partire dall'educazione ambientale nelle scuole, diffondere la cultura della prevenzione e del controllo ed al contempo con la recente attivazione del registro tumori indagare sulle cause di aumenti delle neoplasie. A destare preoccupazione però lo scenario esposto dal presidente del comitato Luca Simeone con i video degli sversamenti sul territorio e dalla testimonianza del neuropsichiatra Virgineo che ha sottolineato il rischio che la bonifica diventi un nuovo business. Riportate poi altre vicende finite al centro di inchieste di camorra per lo sversamento illecito di rifiuti come nel caso di Morcone o sulle vicende che interessarono le discariche tra cui, secondo lo stesso medico, anche quella di Tre Ponti. L'attenzione incentrata naturalmente sui due siti sul territorio, mentre in aula era presente anche Concetta Tranfa coinvolta nell'inchiesta dello scorso anno. Il comitato ha chiesto risposte definitive sul risultato delle analisi nella zona e una maggiore prevenzione dei punti sensibili con un sistema di videosorveglianza. A queste istanze il sindaco ha risposto con i dati dell'ultima caratterizzazione effettuata, i cui risultati sono giunti pochi giorni fa: "E' emersa la presenza di rifiuti speciali non pericolosi ed i valori sono in linea con i parametri per una zona industriale". Intanto l'iter per una nuova caratterizzazione con l'Università degli Studi del Sannio prosegue per avere maggiori certezze. A concludere il convegno infine il prof. Marfella che ha analizzato il fenomeno dello sversamento rifiuti in Campania facendo il punto sulla situazione, sui rischi e sui danni, rinnovando l'invito a cittadini e istituzioni a difendere il territorio.
Fonte: Il sannio Quotidiano

