Il Sindaco diffida l’Alto Calore
E' scontro aperto tra il Comune di Ceppaloni e l'Alto Calore. Il sindaco Claudio Cataudo è pronto alla battaglia e annuncia l'intento dell'Amministrazione di uscire dal consorzio idrico. A spingere il primo cittadino sul piede di guerra i disagi nell'erogazione idrica sul territorio ed in particolare quelli degli ultimi dieci giorni. Giovedì Claudio Cataudo, in una missiva indirizzata all'Alto Calore, alla Prefettura di Benevento ed alla Procura della Repubblica, aveva lamentato l'interruzione del servizio, anche per l'intera giornata, nelle frazioni di San Giovanni e Beltiglio. Con tale atto il Sindaco di Ceppaloni aveva diffidato la società e gli organi istituzionali competenti “a provvedere all'immediato ripristino di una situazione di normalità nella fornitura idrica divenuta insostenibile” invitando la Procura della Repubblica “ad effettuare gli accertamenti del caso per riscontrare eventuali estremi di reato”.
Alla diffida però non sarebbe seguita nessuna risposta dall'Alto Calore. “Ancora una volta – tuona Cataudo – i Sindaci si ritrovano da soli ad affrontare le emergenze facendo da cuscinetto per stemperare le tensioni che si generano nelle comunità . Noi dobbiamo rispondere dinnanzi ai cittadini di disagi causati da altri che invece rimangono comodamente seduti sulle proprie poltrone dei CdA”. Dinnanzi a questa situazione quindi l'Amministrazione si dichiara pronta ad abbandonare il consorzio idrico, un'intenzione messa nera su bianco anche nella diffida. “Ci faremo promotori – annuncia il primo cittadino – di un percorso comune con gli altri Sindaci, che si ritrovano nella stessa condizione di disagio, per uscire una volta per tutte dall'Alto Calore; un consorzio a trazione esclusivamente irpina con il CdA che invece di dedicarsi alla risoluzione delle problematiche dei cittadini pensa a tutt'altro”. Il disagio sul territorio, che sta interessando numerosi comuni a causa del guasto di una pompa di sollevamento a Cassano Irpino, intanto prosegue. “Anche oggi (ieri ndr) – spiega il Sindaco – ci ritroviamo senza acqua, tutto ciò avviene con preavviso insufficiente o inesistente. A prescindere dai guasti non è possibile lasciare cittadini senza acqua per giorni con problemi di ordine igienico sanitario e con disagi insostenibili per attività commerciali, famiglie ed anziani. Il consorzio dovrebbe essere in grado di gestire anche le emergenze, ma così non è”. Nel caso in cui la situazione dovesse perdurare Cataudo si dice per questo pronto “a protestare con i cittadini in Prefettura ed all'Alto Calore”. La Giunta intanto pensa ad adire la via giudiziaria per un risarcimento danni e si prepara ad affidare un incarico legale per recuperare le somme spettanti all'Ente per i canoni di depurazione che ammonterebbero ad oltre 100 mila euro.
Fonte: Il Sannio Quotidiano


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