Nasce l’Ato rifiuti ma a ranghi ridotti
C'è stato un momento in cui Claudio Uccelletti, capo della burocrazia del Comune capofila di Benevento, ha davvero temuto di non riuscire a cavare un ragno dal buco dalla riunione convocata, come legge imponeva entro oggi, per costituire il nuovo Ato rifiuti della provincia di Benevento, con l'aggiunta di Rotondi e San Martino Valle Caudina. Poi è andata diversamente. A seguito di un vivace dibattito (descritto in altro articolo in pagina), in cui è balenata con grande frequenza la possibilità di rinviare tutto addirittura a dopo il voto di maggio, almeno un esito c'è stato: con atto notarile messo a punto da Claudio Uccelletti la convenzione è stata firmata e dunque si è formalmente costituito l'Ato della provincia di Benevento come impone la nuova legge regionale sui rifiuti.
Una fatica immane per ottenere però un risultato dimezzato: su 78 comuni della Provincia di Benevento sono solo 49 quelli che in questo momento sono dentro perchè hanno firmato con sindaco o proprio delegato la convenzione. Si tratta di Benevento, San Giorgio del Sannio, Vitulano, Airola, Melizzano, Castelvetere in Valfortore, Castelfranco in Miscano, Apice, San Bartolomeo in Galdo, Pietrelcina, San Nazzaro, Faicchio, Sant'Angelo a Cupolo, Paolisi, Molinara, Ginestra degli Schiavoni, Castelvenere, Sant'Arcangelo Trimonte, San Salvatore Telesino, Moiano, San Lorenzello, Tocco Caudio, Pietraroja, Cerreto Sannita, San Lupo, San Nicola Manfredi, Cusano Mutri, Morcone, Montesarchio, Paduli, Solopaca, Frasso Telesino, Rotondi, San Martino Valle Caudina, Foglianise, Foiano, Limatola, Casalduni, Cautano, Puglianello, San Martino Sannita, Calvi, Ponte, Guardia Sanframondi, Pago Veiano, Sant'Angelo a Cupolo e Pesco Sannita. Ai limiti del grottesco i casi di Baselice, Campoli Monte Taburno e Castelpoto. I rappresentanti di questi Comuni erano in sala pronti a sottoscrivere l'atto: ma al momento della chiama antecedente la stesura dell'atto notarile, nella confusione Uccelleti li aveva segnati come assenti e non è stato più possibile dunque farli firmare dopo. Occorreranno gli atti aggiuntivi che comunque pioveranno nei prossimi giorni. Tantissimi comuni erano assenti, altri invece presenti hanno voluto, in segno di protesta, soprassedere e non firmare. La fronda è stata guidata dai quattro comuni dell'hinterland Apollosa (attivissimi nelle critiche il sindaco Corda ed Enzapaola Catalano), Arpaise, Ceppaloni e San Leucio del Sannio. Aquesti si sono aggiunti altri centri come ad esempio San Marco dei Cavoti, Pontelandolfo, Moiano, Circello e San Lorenzo Maggiore. Molti altri semplicemente non si sono presentati. Alla fine però dovranno firmare tutti, in caso contrario lo farebbe al posto degli amministratori un commissario ad acta nominato dalla Regione Campania.
Fonte: Il Sannio Quotidiano

