Via Corvo, l’ufficio tecnico: «Non rientra nel demanio comunale»

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ViaCorvo BeltiglioL'ufficio tecnico del comune di Ceppaloni ha comunicato, con una nota, che la strada Corvo-Cortoffo che attraversa la frazione Beltiglio, non rientra nella mappa dello stradario comunale (approvato con delibera numero 16 del consiglio comunale del 9 giugno del 1968). Dunque, non potendone sottoscrivere il carattere demaniale non è possibile autorizzarne l'uso pubblico. E' questo, in sintesi, il contenuto della nota vergata dal dirigente dell’area tecnica, il 21 febbraio scorso, in risposta alla diffida inviata dal comitato costituito da alcuni cittadini di Beltiglio che richiedevano la riapertura dell'arteria comunale.

 

La posizione assunta dagli uffici del comune però non ha smorzato le certezze del comitato che, documenti alla mano, parlano di una realizzazione posteriore a quella data. La documentazione esibita ricostruisce interamente l'iter che ha portato alla creazione di questa arteria su iniziativa dell'associazione agricola 'Il Corvo', con i contributi della Cassa per il Mezzogiorno e dell'ispettorato Agricolo di Benevento. La strada è stata offerta al transito pubblico a partire dal 1971 “non solo a favore dei soci dell'associazione ma di tutti i cittadini” si legge nella documentazione allegata all'istanza. La risposta fornita dal comune dunque non collima con i dati in possesso del comitato. Presumibilmente infatti nello stradario approvato nel 1968, non poteva essere inserita una strada ancora in corso d'opera. Alla mancata esecuzione della diffida, seguirà ora un'ulteriore prosieguo della vicenda. I cittadini schierati in prima linea per la riapertura della strada, si stanno mobilitando per raccogliere testimonianze sull'uso pubblico della via, aperta al transito viario fino al maggio del 2012. E' in quel periodo che «all'altezza di un terreno di proprietà privata – si legge nella diffida - sono stati infissi dei paletti in ferro, con rete metallica, per tutta la larghezza della strada ostruendo la stessa anche con dei cumuli di terreno». Dopo il passaggio dedicato alla raccolta delle testimonianze, il comitato si rivolgerà alla Procura Regionale della Corte dei Conti per marcare il ruolo pubblico della strada e accertare l'esistenza del danno erariale. «Sono stati erogati dei finanziamenti per un'opera pubblica ora inaccessibile ai cittadini» spiegano i componenti del comitato. Ed è principalmente questo l'aspetto che la Corte dei Conti dovrà valutare per verificare l'esistenza del danno.

Fonte: Ottopagine 

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