Apollosa/San Leucio d. S. La sentenza del Tar sulla presidenza scolastica La sede spetta a Ceppaloni

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istitutocomprensivoLa sede legale dell'Istituto comprensivo “Luigi Settembrini” ritorna al comune di Ceppaloni. Con una sentenza depositata ieri e emessa il 19 febbraio scorso, il Tar mette così fine al conflitto di competenze sorto tra il comune di Ceppaloni e quello di San Leucio del Sannio. La controversia come si ricorderà, risale al 2012 quando in seguito alla riorganizzazione della rete scolastica attuata dalla Regione Campania, gli istituti comprensivi dei due comuni citati erano stati accorpati. Nonostante l'intesa raggiunta tra le due amministrazioni prevedesse una rotazione biennale nell'attribuzione della sede, in quell'occasione l'Ufficio scolastico regionale la conferì a San Leucio del Sannio.

 

Qualche mese dopo, nel dicembre del 2012, con l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo Ceppaloni-San Leucio con le Scuole del Comune di Apollosa, emerse nuovamente il problema. A fare luce sulla questione doveva essere la delibera della giunta regionale dell'8 febbraio 2013 con la quale si stabiliva che nei casi di fusione di istituti scolastici ricadenti su più comuni, l'attribuzione della sede legale dell'Istituto (in mancanza di intesa tra gli enti coinvolti) sarebbe avvenuta tenendo conto dell'entità delle popolazioni residenti. Il sindaco di Ceppaloni, Claudio Cataudo, alla luce delle disposizioni della giunta regionale, aveva quindi richiesto all'ufficio scolastico la rettifica del piano del dimensionamento nel punto relativo all'assegnazione della presidenza. Il dirigente del settore istruzione della Regione Campania aveva però rimandato la competenza all'amministrazione scolastica. A fronte dell'inadempienza dell'ufficio scolastico regionale, il comune di Ceppaloni ne impugnava quello che nella sentenza viene definito “silenzio-inadempimento serbato sull'istanza di rettifica del piano di dimensionamento della rete”. Ricorso che è stato accolto nella camera di consiglio del 19 febbraio. Nella sentenza del Tar depositata ieri viene inoltre precisato che dovrà essere l'amministrazione scolastica a pronunciarsi definitivamente sull'istanza avanzata dal comune “con provvedimento espresso e motivato” nel termine di trenta giorni dalla ricezione della notifica. Nel caso in cui le disposizioni contenute nella sentenza dovessero essere ignorate “il collegio si riserva la nomina di un commissario ad acta, che provveda, in luogo della stessa amministrazione ad emettere il provvedimento conclusivo del procedimento”.

Fonte: Ottopagine 

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