Rifiuti, chieste nuove analisi
Risale al 17 ottobre scorso l'ultimo incontro tra il comitato “Per i nostri figli - Bonifichiamo Ceppaloni” e il sindaco, Claudio Cataudo. Due erano le istanze presentate dal comitato: l'avvio di un ulteriore analisi sul Pip dello stretto di Barba e l'installazione di telecamere sui territori interessati dallo sversamento illecito dei rifiuti, onde individuare in tempo eventuali movimenti anomali. Questa la sintesi delle richieste avanzate. Rispetto alla prima questione, la richiesta di procedere ad analisi approfondite sullo stretto di Barba, l'accordo raggiunto è che sia l'ingegnere capo dell'ufficio tecnico, Vincenzo Mauro, incaricato dal sindaco, a confrontarsi con i tecnici del comitato ed avviare così la collaborazione che porterà all'affidamento dell'incarico.
La proposta avanzata dall'associazione prevede l'affidamento delle analisi agli esperti dell'Università del Sannio, il cui operato costituisce per il gruppo, una garanzia nella definizione dei risultati. Al momento si tratta di un'ipotesi, l'università infatti non è stata ancora interpellata. In alternativa a questa idea il compito potrebbe essere demandato ad un azienda con la supervisione della stessa università . L'area su cui il comitato ha richiesto un ulteriore ragguaglio sarà il suolo che fu oggetto delle indagini dell'operazione Chernobyl (2007). All'epoca delle indagini, dalle analisi eseguite, emerse la presenza di residui di lavorazione di carburante, classificati né come rifiuti verdi né come rifiuti pericolosi. Proprio in virtù delle incertezze date dalla definizione della tipologia di rifiuto rinvenuto in quell'area, il comitato richiede un ulteriore approfondimento. Nelle considerazioni attuali dell'associazione sorta per la difesa del territorio, si aggiunge inoltre il timore per un'analisi contenuta negli atti parlamentari di Camera e Senato risalenti al 5 febbraio scorso. In questi atti si parla infatti di un “dato agghiacciante” emerso dalle analisi effettuate dai Noe e dell'Arpac di Caserta, stando alle quali su oltre sessanta depuratori dei comuni della Provincia di Caserta e su Cuma, solo 4 risultavano in regola. Un dato significativo per il caso Ceppaloni perché dalle indagini condotte risultò che i rifiuti sversati nel Pip dello stretto di Barba provenivano anche (tra gli altri) dal depuratore di Cuma. Sulla scorta di questi dati, aggiunti alle incertezze prima elencate, il comitato pone con urgenza l'identificazione definitiva della tipologia dei rifiuti rinvenuti nel territorio ceppalonese. Sulla richiesta dell'installazione di telecamere sui territori interessati, la seconda questione affrontata nell'incontro, la discussione è stata differita per permettere al sindaco di verificarne le possibilità di attuazione. Il comitato precisa che all'incontro con il primo cittadino, ha preso parte anche Don Renato Trapani, parroco del paese, che non facendo parte dell'associazione è intervenuto per assistere e testimoniare agli accordi raggiunti.
Fonte: Ottopagine

