Questioni di ineleggibilitĂ
Tra pochi giorni, salvo colpi di scena, Silvio Berlusconi dovrebbe decadere dalla carica di senatore perché non eleggibile, come già stabilito dalla giunta per le elezioni ed immunità del Senato. Spetterà ai senatori esprimere il voto finale sulla questione. Tale vicenda ha riportato alla mia memoria alcuni episodi analoghi relativi alla storia del nostro Comune.
A Ceppaloni, soprattutto nel secondo dopoguerra, non mancavano quasi mai ricorsi miranti a motivare le ragioni per cui alcuni consiglieri dovevano essere dichiarati decaduti dalla carica. Emblematiche furono le elezioni del 1956 dove 5 consiglieri su venti furono dichiarati decaduti dal Consiglio Comunale.
Nel 1960, ancora, per svariati motivi, si fronteggiavano, nel Consiglio Comunale, una maggioranza che disponeva di 10 voti ed una minoranza che anche aveva 10 voti: fin’ora( conclude un rapporto della legione territoriale Carabinieri di Napoli – Gruppo di Benevento) l’Amministrazione si è retta grazie all’atteggiamento, per cosi dire “pendolare “del consigliere Parente che a seconda degli argomenti vota a favore o contro l’Amministrazione in carica, condizionandone, praticamente, la vita. Ora il Parente è passato decisamente all’opposizione. Dopo l’intervenuta dichiarazione di decadenza nei confronti di 3 consiglieri della minoranza. Se la Corte di Appello di Napoli dovesse confermare la sentenza della GPA in s. g. , che ha accolto i ricorsi dei tre consiglieri decaduti, si ristabilirebbe nella votazione quell’equilibrio numerico che impedirebbe la funzionalità del Consiglio comunale. Ma il caso più antico nel quale mi sono imbattuto risale al 1887 dove nel Consiglio del 12 Agosto il consigliere Giuseppe Maio ricorse contro l’elezione a consigliere comunale di Alessandro Francione. Il Sindaco, in seconda convocazione, diede lettura del ricorso a cui era allegato la sentenza della sesta Sezione penale del Tribunale di Napoli che aveva condannato il consigliere a pena correzionale. Il sindaco, Caruso Pasquale, fece la seguente proposta: stima il Consiglio di deliberare che Alfonso Francione era ineleggibile a Consigliere Comunale perché condannato a pena Correzionale, e non l’ha ancora scontata?
Vi fu uno scontro di posizioni tra i favorevoli all’eleggibilità e quelli contrari. L’assessore Andrea Mele affermò l’ineleggibilità del consigliere, mentre Francione Pasquale difese l’accusato perché, affermò, non era stato condannato per frode o attentato ai costumi … e che inoltre trovavasi iscritto nelle liste elettorali, al momento delle elezioni non era in carcere e non sta scontando nessuna pena , ancora oggi: quindi non si può applicare l’art. 26 della legge 20 Marzo 1865. Il consigliere Andrea Mele, invece, fece osservare che all’atto delle elezioni non era nota la condanna del Francione … a pena correzionale quindi saputosi a mezzo del detto reclamo del consigliere Maio la condanna predetta di un tribunale inappellabile, credo si debba tenerlo presente perché rientra tra quei casi che determinano la ineleggibilità . Messa a votazione, la proposta del Presidente otterrà 4 voti a favore, due contrari ed una astensione. Faceva parte di quel Consiglio: il sindaco Pasquale Caruso( era di Ceppaloni capoluogo, ma, nel tempo, è un cognome che non si ritrova più nel paese), j consiglieri erano: Barone Cosimo, Francione Cosimo, Francione Pasquale, Mele Andrea, Lizza Giuseppe, Izzo Agostino.
Alla luce della condanna del Tribunale di Napoli e della decadenza votata dal Consiglio, il Consigliere avrebbe dovuto non più far parte del Consiglio, invece nel Consiglio Comunale del 5 Novembre del 1889( due anni dopo che era stata dichiarata la decadenza da Consigliere) sarà proprio Alessandro Francione a ricorrere contro l’elezione di Cosimo Barone a Consigliere Comunale: 1) perché era il contabile della Congregazione di S. Antonio( incompatibilità ), anche se si era fatto sostituire dal figlio irregolarmente; 2) perché nella lista figuravano due Cosimo Barone, di cui uno era figlio di Pellegrino e l’altro di Giuseppe. Per quanto riguarda il primo quesito , fu lo stesso Francione a convincersi della insussistenza dei motivi apportati. Nel secondo caso, invece, affermò che i voti, anche dove non era stata specificata la paternità , erano stati attribuiti a Barone Cosimo di Giuseppe.
Dopo ampia discussione, il Sindaco fece la srguente proposta: stima il consiglio che nelle elezioni tenutesi vi fossero due Cosimo Barone e che i voti sono stati attribuiti al figlio di Giuseppe come risulta dalle carte che sono nell’archivio e pertanto riconosce che tutte le operazioni sono state svolte regolarmente? Il consiglio approvò con 10 voti , per cui al consigliere ricorrente ,Alessandro Francione, non restò altro che protestare e chiedere le carte per ricorrere alle autorità superiori. Mentre il 27 agosto del 1886 vi fu un esposto per invalidare le elezioni che si erano svolte il 29 luglio in quanto nella prima sezione elettorale , per molto tempo, era rimasto un solo scrutatore insieme con il segretario comunale e alla fine era rimasto soltanto lo scrutatore; tale fatto suscitò grandi proteste per cui i lavori furono sospesi senza che venisse effettuata la proclamazione degli eletti.
Il Sindaco sottopose al Consiglio tale quesito: ritiene che le elezioni debbano essere ritenute nulle per le suddette motivazioni? Il Consiglio si spaccò perché votarono per il “si” i consiglieri Parenti(e) Carlo che era Consigliere Anziano), Iannotti Alfredo Vincenzo, Francione Cosmo, Francione Pasquale e Testa Pellegrino. Si astennero il Sindaco Pasquale Caruso e i consiglieri Izzo Agostino, Parente Antonio, Barone Cosmo, Miranda Cosmo e Bosco Nicola. In tal modo, il ricorso fu rigettato. Non deve destare meraviglia il fatto che i consiglieri partecipassero in numero esiguo al Consiglio Comunale, infatti, quasi sempre, il Consiglio si teneva in seconda convocazione e, difficilmente, partecipavano più di sette od otto consiglieri. Tranne che per il Consiglio del 24 Maggio del 1888 dove , in prima convocazione, erano presenti: il Sindaco: Pasquale Caruso e i consiglieri: Pasquale Capone, Cosmo Francione, Pasquale Giuseppe Lizza, Andrea Mele, Giuseppe Mele, Cosmo Miranda, Antonio Parente, Errico Pepicelli, Francesco Testa, Pellegrino Testa, Alessandro Francione, Pasquale Francione, Carlo Parente, Vincenzo Alfredo Iannotti, Cosimo Barone,Nicola Bosco. Forse i quattro assente dovevano essere: Agostino Izzo,Francesco Cavuoto, Carmine Testa e Angelo Parente.
Riporto due delibere di quel tempo,perché la prima ci fa cogliere come il significato delle parole si trasforma nel tempo; la seconda perché è di stretta attualità in quanto il nostro Comune, proprio in questi giorni, sta discutendo con i Comuni viciniori la possibilità di creare un consorzio intercomunale.
La prima riguarda: spaccio della neve! Oggi c è il rischio di andare nelle patrie galere, allora, invece, lo spaccio consisteva nella vendita del ghiaccio che per motivi igienici veniva spacciato nel Comune durante il periodo estivo. Come di consuetudine, l’amministrazione Comunale, per venire incontro agli esercenti, ma soprattutto ai cittadini, accordava un sussidio ai venditori perché il prodotto era di facile sfredo e disguido, cioè era facilmente deperibile. Per il 1888, l’Amministrazione Comunale deliberò di agevolare i venditori stabilendo di sostenere la vendita del ghiaccio assegnando lire trenta a Porcaro Saverio fu Francesco per Ceppaloni e lire 10 per Salzano Giovanni a S. Giovanni.
Invece, la seconda delibera è del 20 giugno del 1890 e riguarda la rinnovazione del Consorzio: dazio consumo governativo con il Comune di Arpaise e di S. Leucio del Sannio. Il Consiglio per appello nominale deliberò all’unanimità di approvare la rinnovazione del Consorzio per il quinquennio 1891 – 1895 , lasciando alla Giunta la più ampia facoltà di trattare sul riparto per popolazione e utili ricavati nel passato e sulla finale contrattazione col Governo di detta rinnovazione.
Beniamino Iasiello

