Trasparenza, Comuni bocciati

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trasparenzaIl Comune di Ceppaloni totalizza 26 punti su 65.

Promozione sonante per 32 Comuni, bocciatura clamorosa per 43. E voti bassissimi anche per tutti gli altri enti istituzionali del territorio. E’ il risultato del più recente monitoraggio effettuato dalla «Bussola», la piattaforma informatica dedicata dal Ministero della Pubblica amministrazione alla verifica della trasparenza di atti e procedure degli enti locali attraverso i siti internet istituzionali. Dall’ultimo controllo effettuato in data 30 settembre, giorno di entrata in vigore del Decreto Trasparenza 33/2013, risulta un quadro con molte luci ma anche moltissime ombre per il Sannio (a lato la tabella completa).

 

Ben 32 municipi come detto hanno ottenuto valutazioni più che lusinghiere. In 17 casi addirittura i Comuni sanniti si sono piazzati al vertice della classifica nazionale presentando i propri siti internet perfettamente in linea con le direttive nazionali in materia di pubblicità degli atti. Una condotta, giova ricordarlo, che non rappresenta semplicemente una buona pratica ma un preciso dovere sancito dalla legge. Sfiorano la perfezione altri 15 Comuni beneventani con 64 o 63 parametri rispettati. Fin qui le buone notizie. Prevalgono purtroppo le amministrazioni poco o per niente rispettose dell’obbligo di pubblicazione degli atti amministrativi nelle forme previste dalla normativa. In alcuni casi il rispetto della legge è soltanto parziale. Tra questi anche il capoluogo Benevento che soddisfa solo 2 indicatori su 65. Non una novità del resto dal momento che l’argomento è da tempo al centro dei rilievi mossi a Palazzo Mosti. In totale sono 43 gli enti locali che non risultano in regola e addirittura 33 Comuni riportano uno zero in pagella davvero imbarazzante. Ma a non brillare nel Sannio sono anche altre istituzioni dei diversi comparti della sfera pubblica. L’Azienda sanitaria locale soddisfa meno della metà degli indicatori (32 su 67), il Rummo è a bocca asciutta con 0 su 67. Zero anche per Provincia e Camera di Commercio mentre l’Iacp ottiene un 6 su 66 che risulta persino brillante. Va detto che anche la mancata disposizione nella forma prevista delle legge determina un inadempimento secondo i criteri della ricerca, benchè in alcuni casi le informazioni risultino comunque presenti nei portali istituzionali degli enti.

Fonte: Ottopagine

Tabella Trasparenza

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