«Sarà una scuola che unisce»
A colloquio con la Dirigente dell'Istituto Sattembrini.
Preside, il nuovo anno scolastico è alle porte. Non è certo il primo che affronta, ma quest'anno sarà il suo primo anno di dirigenza dell'istituto comprensivo 'Luigi Settembrini' che unisce i plessi di Ceppaloni e San Leucio del Sannio. Che realtà si aspetta di trovare e quali progetti ha? Ogni anno scolastico è come se fosse il primo: ogni volta lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di essere utile alla comunità scolastica in tutte le sue componenti; soprattutto ai ragazzi e alle ragazze che sono il vero motore della scuola.
A loro va il mio pensiero e per loro ogni azione va intrapresa, senza remore o pregiudizi di sorta. Quest'anno le dimensioni fisiche degli Istituti scolastici sono profondamente cambiate per effetto del dimensionamento regionale, e l'Istituto Comprensivo di San Leucio del Sannio vivrà in fusione con la scuola di Ceppaloni e quella di Apollosa. Tre realtà affini ma non identiche che andranno pienamente rispettate nelle loro singole tradizioni, ma nel contempo, andrà privilegiato e promossa la cultura dell'integrazione e della accoglienza. Lo sforzo che a tutti chiedo è quello di non chiudersi nei singoli localismi, ma di lavorare insieme per costruire l'identità di questo nuovo Istituto Comprensivo. Il termine "Comprensivo"dovrà assumere il significato etimologico di "cum prehendere", prendere con, capire, comprendere; dunque non una somma aritmetica ma un insieme di persone che dovranno sintonizzarsi per condividere obiettivi e responsabilità . Lavoreremo tutti insieme per costruire azioni di continuità e contiguità volti a rendere significativi i processi di socializzazione e di integrazione tra le diverse sedi, tra i diversi ordini di scuola e tra i di- versi contesti. Ci confronteremo anche con un'apposita formazione, per trovare punti di incontro sull'idea di scuola, sulle caratteristiche e sui bisogni specifici degli alunni e delle alunne di ciascuna fascia d'età , partendo dalle situazioni più difficili.
La scuola nell'ultimo decennio è completamente cambiata. I motivi sono tanti: l'erosione progressiva delle risorse ad essa destinate, la crescente autonomia di gestione degli istituti (che ha avuto l'effetto di un'arma a doppio taglio) e non ultimo la rivoluzione apportata dai nuovi mezzi di comunicazione di massa. A cosa bisogna educare i giovani di oggi?
E' la società che è cambiata. Anzi la scuola non è più capace di proposte culturali davvero innovative e originali; arranca dietro il nuovo adattandosi come può senza un suo proprio progetto. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una moltitudine di iniziative riformatrici dalle quali spesso non traspariva un solido impianto pedagogico, ma necessità dettate da esigenze del momento e poi abbandonate. Certo, " il sacro furore" degli anni in cui si sperimentava l'Autonomia delle singole Istituzioni scolastiche, si è spento e di autonomia si parla sempre meno; piuttosto si parla sempre più di "tagli"alla scuola e alla cultura in genere. Dobbiamo educare i nostri ragazzi alla gestione della complessità e della miriade di informazioni che quotidianamente ricevono, all'uso delle risorse tecnologiche, ma soprattutto alla convivenza civile e al rispetto dell'altri da qualsiasi parte del mondo vengano.
La realtà di San Leucio e Ceppaloni non è estremamente problematica. Eppure, seppur in rarissimi casi, si sono registrati degli episodi che se non possono essere definiti di 'bullismo' potremmo parlare di manifestazioni di eccessiva vivacità . Come intende affrontare la questione?
Nessun contesto ormai si salva; e non sempre si tratta di eccessiva vivacità . Le violenze fatte agli altri spesso sono frutto delle violenze subite. Penso di attivare un apposito progetto con le famiglie e gli enti preposti per un attività di prevenzione da ogni forma di violenza, coinvolgendo direttamente i ragazzi; saranno loro stessi a dirci da dove partire; costituiremo un gruppo misto e li ascolteremo; forse meglio di noi sapranno indicarci qualche utile strategia. Ho intenzione di coinvolgere la Polizia postale per lavorare con i ragazzi sull'uso corretto dei social networks per prevenire il fenomeno del"cyber-bullismo".
La scuola media di San Leucio negli ultimi anni si è distinta per aver trasmesso ai ragazzi la passione per la musica. E sono tanti i ragazzi che si sono “specializzati†in qualche strumento. In- tende proseguire questa linea e se si, come intende valorizzare quella che ormai è diventata una peculiarità di questa scuola?
Lo studio degli strumenti musicali è una grande risorsa per i ragazzi. Organizzeremo concerti e incontri con importanti autori; mi piacerebbe che gli studenti conoscessero direttamente importanti teatri e auditorium. A riguardo accoglierò le proposte che gli stessi ragazzi vorranno avanzare.
L'educazione e l'istruzione scolastica si è ormai arricchita della collaborazione con le altre realtà presenti sul territorio: associazioni, istituzioni e personalità eminenti. In che modo questa “apertura†ha migliorato (se ritiene che ciò sia avvenuto) i risultati raggiunti dall'istituzione scolastica? Intende continuare questa 'collaborazione'?
Assolutamente si. E' vitale per la scuola interagire con le istituzioni presenti nei vari territori e non solo per le materie di loro specifica competenza soprattutto per individuare ogni possibilità per promuovere e valorizzare le peculiarità territoriali. D'altronde per educare un bambino o una bambina occorre che tutti si muovano perché da loro partiamo per migliorarci.
Fonte: Ottopagine

