Deleghe vacanti e consiglieri senza incarichi, tutto fermo
A quasi una settimana dall’atto con il quale il sindaco di Ceppaloni Claudio Cataudo ha conferito le deleghe ai componenti della sua squadra amministrativa la situazione sembra vivere una fase di stallo non facendo registrare le evoluzioni che gli stessi esponenti della maggioranza avevano auspicato. La decisione aveva infatti generato malcontento interno suscitando diversi dubbi che al momento rimangono ancora irrisolti. Prima criticità evidenziata l’assegnazione di deleghe esclusivamente agli assessori escludendo di fatto dalla gestione i consiglieri comunali.
Come noto per il vicesindaco Ettore De Blasio vi è stata la riconferma dei Lavori Pubblici, settore nel quale ha già operato nello scorso mandato, allo stesso sono andati poi l’Edilizia Scolastica, le Politiche per lo Sviluppo e le Politiche Energetiche. Al secondo più votato della scorsa tornata elettorale, Bruno Mazzone, sono state invece conferite le deleghe all’Urbanistica, al Centro Storico ed alle Politiche Finanziarie (ambiti, questi ultimi due, già di sua competenza nell’ultimo quinquennio). Conferma sostanziale poi per Giustino Calabrese al quale sono state assegnate Politiche Sociali e Sanitarie. Esclusi dall’attribuzione delle deleghe sono stati quindi il capogruppo di maggioranza Domenico Parente ed il presidente del Consiglio Comunale Ottavio Mazzone. Quest’ultimo in particolare subito dopo le elezioni si era conteso il terzo assessorato con Giustino Calabrese ma alla fine il criterio del maggior numero di voti aveva prevalso rispetto a quello della rappresentatività territoriale e così ad ottenere il posto in Giunta era stato lo stesso Calabrese mentre a metà consiliatura dovrebbe esservi la staffetta. Mazzone dopo tale decisione aveva auspicato che la situazione potesse essere riequilibrata tramite l’assegnazione delle deleghe ma ciò non è avvenuto. Accentramento del potere amministrativo dunque quello palesatosi, fenomeno accentuato anche dalla riduzione del numero dei componenti della Giunta e del Consiglio. Nel primo mandato infatti la Giunta presieduta da Claudio Cataudo era composta da sei assessori, numero dimezzatosi attualmente così come il Consiglio Comunale nel quale la maggioranza vantava dodici componenti a fronte dei cinque attuali. Per sopperire a tale riduzione nella rappresentanza Claudio Cataudo, nel corso della campagna elettorale, aveva annunciato l’intenzione di allargare l’azione amministrativa, promettendo l’assegnazione di settori di competenza anche ai due candidati non eletti ed all’esterno. Al momento però la situazione che si prospetta è diametralmente opposta ed a fare il punto è il presidente del Consiglio Comunale: “Da quando il Sindaco ha attribuito le deleghe, senza che vi fosse stata una decisione collegiale –spiega Ottavio Mazzone- non vi è stato alcun incontro tra la maggioranza per discutere su tale questione”. Altra criticità da rilevare è infine quella dei tanti settori vacanti che rimarrebbero di fatto tra le competenze del Sindaco, tra questi materie di notevole rilevanza per il Comune come l’Ambiente, le Politiche Scolastiche, la Cultura, le Politiche Giovanili, il Contenzioso, i Servizi imiteriali, il Personale e la Protezione Civile.
Fonte: Il Sannio Quotidiano

