Ma il corteo si ferma davanti ai parenti
Il corteo partito da Piazza Rossi sta per raggiungere l’ingresso della di- scarica dei Tranfa. Poche decine di metri prima dell’arrivo gli organizza- tori si rendono conto che ad attenderli ci sono i familiari delle persone coinvolte nel blitz della Dda e tuttora in arresto. Un rapido conciliabolo, poi si decide di evitare il confronto che avrebbe potuto tramutarsi in uno scontro. «E’ stato solo per evitare polemiche», spiegano i promotori del corteo.
Ma si tratta di un episodio che spiega forse più di mille indagini ciò che si è verificato a Ceppaloni in questi anni. Come è stato possibile che in tanti anni nessuno tra gli amministratori comunali, le forze dell’ordine del territorio, le autorità ambientali preposte, abbiano ritenuto di dover verificare se le attività svolte al di là di quel cancello fossero in linea con le autorizzazioni?
Solo un diffuso clima di omertà poteva rendere possibile che migliaia di camion di grande taglia entrassero periodicamente in quei terreni per sversare veleni d’ogni genere. Può avere influito il clima di paura seguito a certi episodi verificatisi dopo la precedente inchiesta. Ma nulla può giustificare il silenzio su fatti tanto gravi.
Tra i familiari delle persone arrestate c’è anche chi ha pensato bene di munirsi di macchina fotografica per immortalare i presenti alla manifestazione. Bisogna aggiungere altro?
Fonte: Ottopagine

