"La ditta era autorizzata"

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Discarica TranfaE' comparso ieri mattina dinanzi al gip del Tribunale di Benevento Maria Di Carlo, che lo ha ascoltato per rogatoria, ed ha dichiarato che la ditta era sostanzialmente autorizzata allo smaltimento dei rifiuti. Si e difeso cosi Giustino Tranfa (avvocati Umberto Del Basso De Caro e Marcello D'Aura), 46 anni, di Ceppaloni, ritenuto il gestore di fatto della Maemi srl di Ceppaloni. Si tratta dell'unica persona finita in carcere - altre quattro ai domiciliari e sei con obblighi - nell'inchiesta sui rifiuti diretta dalla Dda e condotta dalla Forestale.  

 

Oltre a presentare ricorso al Riesame, i legali hanno chiesto la revoca della misura. Gli atti relativi alla sua posizione sono stati trasmessi al gip del Tribunale di Napoli, Francesco de Falco, che aveva emesso i provvedimenti cautelari. Era stato lui, ma venerdì, ad interrogare Concettina e Loredana Tranfa, 48 e 39 anni, di Ceppaloni (anche loro difese dagli avvocati Del Basso De Caro e D'Auria) ed Amabile Pancione, 34 anni, assistito dall’avvocato Dario Vannetiello, per i quali erano stati invece disposti, al pari di un'altra persona, gli arresti in casa. Concettina Tranfa è chiamata in causa come amministratore unico della Maemi srl da luglio 2010 a maggio dell'anno seguente, Loredaria Tranfa, invece, quale addetta amministrativa di fatto dell’azienda che si occupava dello smaltimento dei rifiuti e che, secondo gli inquirenti, non aveva più le autorizzazioni per ricevere, stoccare, e smaltire i materiali. Un’accusa respinta da entrambe. Annibale Pancione, invece, è chiamato in causa come proprietario di un terreno nel quale, in concorso con i Tranfa e con Felice Prevete, tecnico della Maemi srl, sarebbero stati "illecitamente scaricati, secondo l’accusa, rifiuti sanitari classificati speciali pericolosi miscelati da ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti prevalentemente da terra e rocce da scavo. L’esecuzione delle ordinanze era stata accompagnata anche dall’avviso di conclusione dell'indagine riservato, oltre che ai destinatari delle misure, anche ad altre undici persone.

Fonte: Ottopagine

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