"Non dividete noi sacerdoti"

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SanGiovanni ChiesaIn merito all'articolo pubblicato sui siti de L'Espresso e di Libero, il parroco della Parrocchia San Giovanni Battista di Ceppaloni, don Jean Marie Robert Esposito Mpazayino, precisa quanto segue(24 maggio 2013)

"Sono amareggiato per il contenuto chiaramente diffamatorio dell'articolo che riguarda il battesimo della piccola Emanuela Barone. Sin da subito è bene chiarire che la piccola è mia parrocchiana, figlia di una coppia che abita a cinquecento metri dalla Chiesa. Per cui, la celebrazione del battesimo spettava a me e a nessun altro; è legittima e non ha alcun profilo di anomalia.

 

 

Conosco 'le mie pecore e loro conoscono me'. Sono parroco a San Giovanni da 13 anni e conosco vizi e virt√Ļ di tutti. Sono felice di aver celebrato questo battesimo perch√© ritengo che una famiglia cattolica non pu√≤ mai mancare i benefici dei sacramenti della Chiesa. E' bene aggiungere, inoltre, che se i genitori della piccola avessero voluto battezzarla in un'altra Chiesa, ad esempio alla parrocchia San Nicola Vescovo di Ceppaloni o alla Cattedrale di Benevento, sarebbe stato indispensabile e necessario il mio nullaosta.

Chi ha scritto e imbeccato questo articolo, lavora per dividere e non per unire, per creare dissidi e squilibri nel comune di Ceppaloni. Dispiace leggere del collega Don Renato Trapani che rilascia dichiarazioni del tipo "mi hanno detto". Può un sacerdote andare appresso alle chiacchiere di paese e della gente? E poi perché i miei parrocchiani avrebbero dovuto consegnargli, e rapidamente, il certificato della madrina prima di chiedere a me il nullaosta?

Chi ha scritto l'articolo si è reso protagonista della divisione di due sacerdoti che hanno come missione la pace e la gioia del proprio popolo.

Riguardo, invece, la vicenda della signora Nunzia De Girolamo è assolutamente falso che mi ha consegnato un certificato dove dichiarava di essere nubile ma ha soltanto fatto da testimone di battesimo alla piccola Emanuela. La signora De Girolamo è arrivata con la famiglia dinanzi alla Chiesa e all'interno ha seguito, accanto ai genitori e alla zia, la celebrazione. Per cui altre ricostruzioni sono false, tendenziose e diffamatorie.

L'estensore dell'articolo deve chiedere scusa a me, a don Renato, alla signora De Girolamo e alla famiglia della piccola Emanuela che non meritano questo ignobile trattamento.

In ogni caso noi siamo cristiani e siamo aperti al dialogo e al perdono. Che Dio vi benedica.

Jean Marie Robert Esposito Mpazayino,
Sacerdote della Parrocchia San Giovanni Battista di Ceppaloni

Fonte: L'Espresso

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