Debiti sbloccati per 51 comuni

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soldiBisognerà adesso attendere le prossime settimane per capire in che misura e in quali tempi le risorse liberate si tradurranno in pagamenti reali. E’ comunque un fatto che da ieri, almeno sulla carta, gli enti locali sanniti possono contare su un bel po’ di milioni in più da destinare alla copertura dei debiti contratti con i fornitori, in particolare nei confronti delle aziende impegnate nell’esecuzione di opere pubbliche. Poco più di 40 milioni ai Comuni, altri 9,3 alla Provincia: in totale circa cinquanta milioni che possono rappresentare in un momento come l’attuale vero ossigeno nei polmoni della boccheggiante economia locale. Il quadro delle risorse sbloccate dal Patto di stabilità interno coinvolge nel Sannio 51 comuni e l’ente Provincia.

 

Nell’elenco stilato dal Ministero dell’Economia e pubblicato ieri da Il Sole 24 Ore non rientrano 27 centri della provincia. Per 9 l’inclusione era vietata a priori in quanto non sottoposti ai vincoli del Patto di stabilitĂ . Per altri 18 invece l’estromissione non trova apparenti giustificazioni e nei prossimi giorni se ne saprĂ  senz’altro di piĂą. Ma veniamo a chi nel riparto ministeriale c’è entrato, a partire dal capoluogo che ha chiesto «spazi finanziari» (definizione tecnica che sta per possibilitĂ  di sforare il Patto) pari a 21,6 milioni di euro. Da solo il capoluogo assorbe piĂą della metĂ  dei pagamenti autorizzati per l’intera provincia di Benevento, segno di un evidente quanto noto indebitamento. Peraltro, per Palazzo Mosti emerge anche una palese difficoltĂ  di cassa testimoniata dallo zero nella casella dei debiti pagati dopo la formulazione della richiesta al Ministero. Per quanto riguarda gli altri comuni della provincia, colpiscono gli importi ultramilionari assegnati a enti spesso anche molto piccoli. Vanno oltre il milione di euro i municipi di Dugenta, Faicchio, San Giorgio del Sannio, San Marco dei Cavoti, San Nicola Manfredi, Vitulano. Con 1,8 milioni di euro San Nicola Manfredi è il secondo comune della provincia dopo il capoluogo per entitĂ  di debito ammesso a pagamento. Non risultano invece in lista alcuni enti locali che pur avrebbero avuto diritto all’inserimento. E’ il caso di Amorosi, Arpaia, Buonalbergo, Calvi, Casalduni, Castelpagano, Castelpoto, Cautano, Durazzano, Foglianise, Paduli, Pago Veiano, Paupisi, Puglianello, San Giorgio la Molara, San Martino Sannita, Sant’Angelo a Cupolo, Tocco Caudio. Esclusi invece perchè non sottoposti al Patto di stabilitĂ  i piccoli comuni di Arpaise, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, Pietraroja, San Lupo, San Nazzaro, Santa Croce del Sannio, Sant’Arcangelo Trimonte, Sassinoro. Al budget messo a disposizione degli enti locali sanniti va aggiunto quello assegnato alla Provincia di Benevento che si è vista riconoscere  al Ministero dell’Economia 9.381.000 euro. Adesso ogni amministrazione potrĂ  effettuare nella misura indicata dal dicastero il superamento dei limiti imposti dal Patto di StabilitĂ  per onorare gli impegni nei confronti dei creditori. Una opportunitĂ  che dovrĂ  però fare i conti anche con le condizioni reali delle casse municipali. Laddove infatti la liquiditĂ  necessaria al pagamento non dovesse esserci si dovranno richiedere finanziamenti ad hoc, a titolo di anticipazione di tesoreria o presso la Cassa depositi e prestiti. Una problematica che interessa molto da vicino ad esempio il Comune capoluogo. Palazzo Mosti è notoriamente alle prese con una difficile situazione economica che probabilmente renderĂ  molto complesso lo sblocco concreto degli spazi finanziari concessi dal Ministero. Sulle modalitĂ  di pagamento, gli uffici romani hanno chiarito che i criteri da seguire prioritariamente sono l’ordine cronologico e la liquidazione dei debiti contratti per la realizzazione di opere pubbliche.

Schema debiti comuni Benevento

Fonte: Ottopagine  

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