La Magistratura vuole i rendiconti, dieci Comuni mancano all’appello

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Corte ContiTra i Comuni indisciplinati  anche Ceppaloni

Sono dieci e non sono magnifici. Si tratta dei Comuni sanniti che figurano nell'elenco, pubblicato dalla Corte dei Conti agli inizi di aprile, di quelli che non hanno provveduto all'obbligatorio invio del rendiconto relativo all'anno 2011.  La magistratura contabile infatti in un'adunanza del mese scorso aveva deli­berato le date entro cui quest'adempi­mento, relativamente all'anno 2012, doveva essere inviato al sistema Sirtel. Ma prima di guardare avanti, al prossi­mo futuro, si è voltata anche indietro e ha stilato la lista degli inadempienti, quelli che non avevano ancora provve­duto a sanare la situazione del 2011.  

 

 

Quattrocentonovantasei Comuni in Italia, ma se in Emilia Romagna il Comune sollecitato è uno solo, 3 in Toscana, 2 in Umbria, la Campania è manco a dirlo sul gradino più alto del poco invidiabile podio, con 82 Municipi inadempienti (seguono la Calabria con 60 e il Lazio con 159). A questa pessima performance concorrono dieci Enti loca­li della Provincia di Benevento, tutti segnalati per non aver trasmesso il ren diconto del 20 Il.  Sono: Ceppaloni, San Leucio del Sannio, Sant' Angelo a Cupolo, Vi­tulano, Baselice, Casalduni, Cautano, Molinara, Paupisi e Puglianello.  Dal Fortore alI 'hinterland, dalla valle Telesina alla Caudina e la Vitulanese, il virus della dimenticanza contabile colpi­sce in maniera indistinta tutti i distretti della provincia.  La magistratura contabile nella delibera vergata dalla Sezione delle Autonomie presieduta da Luigi Giampaolino, fa notare anzitutto una discrasia tra Comuni, più distratti, e Province, più attente: "a fronte di una sostanziale tempestività nell'invio al Sirtel dei rendiconti da parte delle Province - scrive la Corte - i Comuni, invece, fanno registrare rallentamenti  del flusso documentale per varie cause". La magistratura contabile distingue anche, sulla base dell' esperienza, tra Comuni di maggiore dimensione e quelli invece più piccoli: "i primi sono dota- c na) "a rinnovare l'azione di stimolo e monitoraggio già svolta dalle Sezioni regionali di controllo nei confronti dei Comuni inadempienti", monitoraggio che deve essere finalizzato ad indagare le ragioni dei ritardi e contestualmente ad operare per rimuoverle.  Insomma il rendiconto deve essere inviato e soprattutto approvato. E se in passato quest'omissione comportava poco più di semplici richiami quest'anno le maglie si sono strette, le legge sono diventate più severe e si scherza davve­ro poco.  Infatti in base alle disposizioni del decreto legge del lO ottobre 2012, la celebre 174, convertito in legge il 7 dicembre dello scorso anno in caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il termine del 30 aprile dell'anno successivo, si applica la pro­cedura prevista dall'articolo 141 del Testo Unico sulle leggi degli enti locali: quella procedura è lo scioglimento del Consiglio comunale. 

Fonte: Il Sannio Quotidiano 

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