Chiusura uffici Postali. Slitta ancora l’incontro tra società e sindacati

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Ceppaloni PosteL'incontro per avviare le trat­tative per la chiusura di alcuni uffici postali e l'apertura a singhiozzo di altri doveva svolgersi a giorni. N e avevamo scritto almeno un paio di  settimane fa. E, invece, ancora niente. Poste Italiane continua a far slittare il tavo­lo di concertazione, tanto che ora non c’è neppure una data ufficiale. Da 100 succursali si dovrebbe passare a 83. La preoccupazione è che si agisca contravvenendo alle norme che rego­lano il servizio minimo.

 

 

La legge Scaloja, infatti, impone di assicurare almeno un ufficio postale nel 96% dei comuni, con una possibilità di accesso all'ufficio postale entro la distanza massima di 3 km dal luogo­di residenza per il 75% della popola­zione, di 5 km per il 92% e di 6 km per il 97,5%. Il Sannio, in particolare, presenta comuni che si allargano su frazioni anche distanti, collegato in malo modo con le sedi comunali. Secondo il piano-aziendale le chiu­sure, a gironi alterni, interesseranno Ginestra degli Schiavoni,Perdilo, San Giovanni di Ceppaloni. Quelle definitive riguarderanno Cirignan'o, Pastene, Faggiano, Bagnara, Bagnoli, Beltiglio di Ceppaloni, Civitella Cubante, Cuffiano, Decorata, Massa di Faicchio, Monterocchetta, Pagliara e Morcone l. "Questo - ha sottoli­neato Antonio Rossi del 'Movimento Tutela Consumatori - in una provin-, cia che ha appena visto diverse chiu­sure e 25 riduzioni orarie, decise da Poste Italiane in modo unilaterale e contro il parere di molti sindaci". L'azienda, inoltre, vorrebbe proce­dere con un ulteriore taglio di zone sul recapito: una riorganizzazione della logistica che porterebbe sul territorio nazionale a un esubero di circa 10.000 lavoratori. E per il Sannio di circa il 10% delle forze attuali impiegate su 30 zone di reca­pito. Per queste ragioni, Rossi a suo tempo aveva inviato una lettera al prefetto Blasco per sottoporre alla sua attenzione la difficoltà in cui sarebbero entrati i piccoli comuni della provincia. Infatti, la politica aziendale dettata dalla capitale, pena­lizzerebbe le fasce deboli e le picco­le comunità, prevedendo per gli uffi­ci postali anche l' apertura di un solo giorno la settimana, e il recapito della posta a giorni alterni. "Nei giorni scorsi - ha dichiarato Rossi - si è tenuto ancora un incontro tra sindacato e azienda al fine di definire le chiusure amministrative a gironi alterni e le chiusure-raziona­lizzazioni, ovvero quelle intese come definitive. La fumata è stata grigia. I consumatori sono sul piede di guerra, l’ulteriore rimando non ci fa illudere anche alla luce del decreto Scajola. Pertanto non appena si avrà il dato o ­la data ufficiale avvieremo tutte le tutele a difesa del cittadini/utenti. L'allerta è massima e restiamo in attesa delle dovute convocazioni o comunicazioni".

 

Fonte: Il Sannio Quotidiano

 

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