Rossi: “Il sogno di diventare calciatore; dallo scudetto alla voglia di riscatto”
Pomeriggio in compagnia dell’ esterno sinistro classe 91 Antonio Rossi, originario di Ceppaloni. Nella sua carriera spicca una lunga trafila nel settore giovanile del Benevento Calcio col quale ha addirittura vinto il titolo di campione d’Italia nella stagione 2008/2009, con la categoria Berretti. Gravi infortuni lo hanno costretto, poi, a stop forzati e per il giovane è svanito il sogno di giocare nel calcio che conta quando era ormai a pochi passi da un contratto con una squadra professionistica. Ora la sua voglia di rimettersi in gioco è davvero tanta, ascoltiamolo in questa intervista. Ciao Antonio, partiamo dal ricordo calcistico più bello che porti nel cuore. Il ricordo che porto nel cuore è la vittoria scudetto, nel campionato Berretti, avvenuta in quel di Monza nel 2009. E’ stata una cavalcata ricca di emozioni che mi ha aiutato a crescere molto sia dal punto di vista sportivo che sociale. E’ stata una vittoria di tutti, del gruppo, coeso sia fuori che dentro al campo, del compianto presidente Ciro Vigorito e della città di Benevento in generale perché a livello giovanile non ha mai raggiunto traguardi cosi importanti. Di quella giortata mi restano impresse le lacrime di capitan Furno e la gioia di tutta la squadra. Il viaggio di ritorno ha fatto, poi, da cornice a quella splendida finale. Infine ho un gran ricordo anche del mister Danilo Pileggi, colgo l’occasione per salutarlo e ringraziarlo per la stima che ha sempre avuto nei miei confronti. Hai qualche rammarico o rimpianto? Antonio Rossi in Redazione Antonio Rossi in Redazione Si dice che non si vive di rimpianti o rimorsi, purtroppo io ne ho tanti. Ho il rimorso che avrei potuto fare molto di più, ma purtroppo credo che è il destino a dirigere la nostra vita. Ci sono stati tanti fattori che hanno fatto si che non avessi la fortuna di miei colleghi come Vacca, Zullo, De Risio, Baican: in primis la pubalgia all’ inizio della seconda stagione con la Berretti che non mi ha consentito di esprimermi al massimo e poi gli altri infortuni come quello al bicipite femorale destro che mi ha creato non pochi problemi. Potresti raccontarci chi sei dentro e chi fuori dal campo? In campo sono uno che cerca di dare il massimo, ho qualità prettamente offensive. Ho sempre avuto come punto di riferimento calciatori che sanno saltare l’uomo e che creano superiorità numerica come per esempio Ryan Giggs. Metto sempre il cuore e lotto fino all’ultimo minuto per il bene della squadra. Credo che il calcio è come la vita se non combatti, se non dai tutto, non riesci ad avere soddisfazioni. Nella vita privata sono una persona solare, socievole. Mi piace ridere scherzare ed affrontare la vita con la consapevolezza che è il dono più bello che potessimo avere; non c’è nulla di più importante al mondo e ringrazio Dio per avermi donato una famiglia pronta a starmi sempre accanto; probabilmente se avessi avuto le stesse attenzioni anche nel calcio, avrei superato alla meglio i momenti di difficoltà e probabilmente avrei avuto qualche chance in più per emergere. Sei giovane, qual è il sogno nel cassetto per la tua carriera? (Risata, ndr) Il sogno rimane quello di giocare a calcio ma se non dovessi realizzarmi nel mondo del calcio, sicuramente cosa difficile anche se la speranza è l’ultima a morire, vorrei realizzarmi professionalmente. Sto studiando Giurisprudenza a Benevento e punto a laurearmi nel più breve tempo possibile per costruire il mio futuro. La passione che ho per il calcio, però, mi porta sempre a pensare e sperare che non sia detta l’ultima. Vorrei rimettermi in gioco dopo questo periodo nero, calcisticamente parlando, con l’umiltà e quindi con la testa bassa, cominciando a lavorare per rivivere le emozioni che solo il calcio può darmi. Se ci fosse la possibilità di cominciare da una categoria di un certo livello, come potrebbe essere l’eccellenza, non sarebbe male, altrimenti ben venga se dovessi essere chiamato per un contesto serio che miri a qualcosa di importante. Quest’anno hai giocato nel Vitulano. Che esperienza è stata? Sicuramente un’ esperienza positiva, anzi positivissima. Ho accettato subito l’invito del mister Facchino quando mi ha chiesto di dare una mano al Vitulano. Ho conosciuto ragazzi splendidi e un ambiente genuino, e questo nel calcio è fondamentale, a partire dal magazziniere sino al Presidente Matarazzo al quale vanno i miei ringraziamenti .Ho legato con ragazzi che non mi hanno fatto mai sentire solo ed ho stretto particolarmente con Buono, Iariusso, De Maria A., Chiavelli e tanti altri. Ho, inoltre, instaurato anche un grande rapporto col prof. Mastrocinque. Infine voglio salutare le fan della squadra Titti Cusano e Filomena Tanucci che ci hanno seguito ovunque. A Vitulano ho giocato come esterno di centrocampo, sia destro che sinistro, dando il mio contributo alla salvezza nonostante non stessi nelle migliori condizioni fisiche. Hai già richieste per il prossimo anno? Ho avuto contatti col direttore sportivo di una società ma voglio prendermi del tempo per pensare e decidere il mio futuro. Ho una voglia matta di rimettermi in discussione sono consapevole dei miei mezzi e non voglio arrendermi proprio ora che mi sono ripreso dagli infortuni. Dunque, il calcio è la mia vita e spero che qualcuno possa puntare su di me sapendo che non resterà deluso perché ripeto, la voglia che ho di rimettermi in discussione è davvero tanta. Grazie Antonio, buone vacanze e in bocca al lupo per il futuro Grazie a voi, auguro buone vacanze a tutti i lettori e a tutti voi sperando in un futuro più roseo con la consapevolezza che la vita ci regala gioie amarezze e dolori ma non bisogna mai arrendersi anzi bisogna sempre pensare a realizzarsi e sperare.
Fonte: Sanniocalcio
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