Benevento, alla scoperta della formazione Berretti

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Intervista al Mister Imbriani

Il nuovo allenatore, della formazione giallorossa, che due stagioni addietro, ebbe a cucirsi sulla maglietta il “tricolore” di Campione d’Italia, è il sannita Carmelo Imbriani, figura carismatica, che con passione porta avanti la sua filosofia sportiva basata sulla fiducia e la crescita dei giovani. Ovviamente solo alcuni ragazzi sono rimasti di quelli facevano parte dell’organico della passata stagione. Quindi inutile dire quali potranno essere le ambizioni e le speranze nel campionato Berretti.

“Parlare di ambizioni – ha spiegato l’ex capitano giallorosso Imbriani – mi sembra assolutamente prematuro. Negli anni passati in questa categoria abbiamo fatto bene. La nostra speranza parte proprio dal voler confermare i risultati ottenuti nelle ultime stagioni. Come tecnico mi auguro che si possa riuscire a valorizzare le doti dei ragazzi, a creare atleti di buon livello, con un lavoro in funzione di risultati lusinghieri, risultati che devono, comunque, coincidere con la crescita sportiva, fisica e comportamentale dei ragazzi a nostra disposizione”.

 


La sua è una squadra molto giovane, da prospettiva. Come valuta il gruppo?

«Sì, è una squadra da prospettiva. Non vi sono individualità di spicco, E’ un gruppo valido, voglioso di crescere, con l’ambizione di poter giungere un domani in prima squadra, dal punto di vista umano sono ragazzi educati, rispettosi. Con molti di loro abbiamo avuto modo di conoscerci in questi ultimi due mesi di preparazione. Lavoreremo con ordine, con energia. L’idea è sempre quella di fare bene sotto tutti i punti di vista.»

La società le ha permesso di portare avanti un progetto a lungo termine, i ragazzi così hanno modo di crescere...

«Affronteremo questo campionato Berretti con umiltà e voglia di far bene, la priorità non è vincere, l’importante è giocare bene, portare avanti la nostra idea di calcio, una filosofia dove i giovani stanno al centro. »

Imbriani, calciatore, da ragazzo ebbe l’onere e l’onore di vestire la maglia azzurra del Napoli, con la quale Marcello Lippi lo fece esordire in serie A nel ‘93/’94. Nella stagione successiva, l’allenatore Vujadin Boskov nel mandarlo in campo a Brescia, dove Imbriani lo ripagò con una rete ed un assist risultando, in tal modo decisivo, per la vittoria del Napoli. L’allora presidente Corrado Ferlaino, voleva acquistare Pippo Inzaghi dal Parma, ma il mitico Vujadin, riuscì a gelarlo con una sua delle imperdibili perle “Inzaghi? Presidente noi avere già Imbriani !”. E Carmelo, il ragazzo di Ceppaloni, che il papà accompagnava a Napoli per gli allenamenti, nel campionato ‘95/96 parte da titolare segnando due reti importantissime, in casa contro l’Atalanta e al Meazza di Milano davanti a 70.000 spettatori, il gol del 2-1 che sancì una vittoria storica contro l’Inter. Così la sua maglia numero “19”, in quel periodo, risultò la più venduta ed a Napoli si guadagnò il soprannome di “Game Boy”. Ma soprattutto Imbriani rimase umile e con l’educazione del ragazzo di provincia.

 


“Per la verità devo molto a Marcello Lippi, perché mi ha insegnato tante cose. Ora cerco di trasmettere il mio passato a questi ragazzi. I genitori? dico solo che quando mio padre voleva entrare nel recinto di gioco, come tutti i genitori vorrebbero fare, ero il primo a sgridarlo. Non mi ha mai dato la soddisfazione dire che avevo giocato bene. Quando si verificava, invece di esaltarsi, solo rimproveri. Così dovrebbero comportarsi tutti i genitori”.

 

Con il gruppo a tua disposizione, la logica vuole che deve ispirarsi ai moduli della prima squadra ed avere un continuo contatto con Gianni Simonelli.

“Il professore, perché tale rimane per me, è un grande, uno dei migliori tecnici in circolazione, peccato averlo conosciuto tardi, Studia il calcio e porta avanti le innovazioni. Fa bene di puntare molto sugli esterni, senza di loro è un calcio monco. E’ come una persona non riuscire a portare le mani alla bocca. Sotto l’aspetto umano e di gestione dello spogliatoio, davanti a lui c’è solo Lippi. Con Simonelli c’è sempre da imparare qualcosa”.

Sabato si parte, prima trasferta contro l’Ebolitana, un banco di prova difficile.

“Apriamo su di un campo difficile e molto caldo essendo un derby e loro una matricola. Quando s’incontra il Benevento tutti si esaltano e cercano di avere il sopravvento. Quello contro l’Ebolitana, posso dire che si tratta di un confronto vero e per farci capire a che punto siamo. Per questo gruppo al momento posso solo garantire: impegno, serietà e tanto umiltà da parte di tutti, poi piano piano anche i risultati verranno”.

Fonte: www.beneventospa.it

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