Depurazione, fuori legge due Comuni su tre
Ceppaloni tra i comuni che effettuano solo una depurazione parziale.
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Un comune sannita su tre tratta regolarmente le proprie acque reflue. Per gli altri due la depurazione è insufficiente o, peggio, inesistente. L'ultimo screening effettuato dall'assessorato Ambiente della Provincia restituisce un quadro allarmante per i corsi d'acqua del Sannio, terminali impropri dei due terzi degli scarichi urbani. Solo 26 comuni su 78 dispongono di depuratori regolarmente autorizzati con i quali trattano la totalità delle acque reflue prodotte. In 24 centri la depurazione è effettuata solo parzialmente mentre nei restanti 28 gli scarichi delle utenze civili finiscono direttamente nei corsi d'acqua. In totale sono 242 gli scarichi censiti dalla Provincia nell'ambito del monitoraggio avviato nel 2010 dopo il rinvenimento di salmonella nei fiumi sanniti che ha portato al divieto totale degli attingimenti (derogato solo per la coltura del tabacco, previa sanificazione).
Sono soltanto 83 gli sversamenti d'acqua sottoposti preventivamente a trattamento di depurazione, per una popolazione equivalente di 120.000 abitanti sui 286.000 totali: Risultano in regola i comuni di Arpaise, Buonalbergo, Campolattaro, Castelvenere, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Dugenta, Fragneto Monforte, Ginestra degli Schiavoni, Melizzano, Moiano, Molinara, Pannarano, Pietrelcina, Puglianello, Santa Croce del Sannio, San Giorgio la Molara, San Leucio del Sannio, San Lorenzello, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, San Salvatore Telesino, Tocco Caudio, Vitulano, Sant' Arcangelo Trimonte, Sant' Angelo a Cupolo. Effettuano una depurazione parziale i comuni di Airola, Apice, Apollosa, Baselice, Calvi, Castelfranco in Miscano, Castelpoto, Ceppaloni, Colle Sannita, Faicchio, Foiano Valfortore, Forchia, Limatola, Morcone, Paduli, Paolisi, Pietraroja, Pontelandolfo, Reino, Sant' Agata de' Goti, San Marco dei Cavoti, San Nicola Manfredi, Telese Terme. Tra i Comuni non in regola figura anche il capoluogo. In città beneficiano no. di depurazione solo contrade Pacevecchia, Capodimonte e Pontecorvo per una popolazione di 10.000 abitanti su 62.000. Sversano invece direttamente nei fiumi Calore e Sabato i collettori esistenti a contrada Olivola, contrada San Vito, ungo sabato Bacchelli, via De Rienzo, contrada Cellarulo, via Mariani, via Cimitero, via Pacificazione nazionale, via Torre della Catena, contrada Santa Maria degli Angeli, contrada Santa Clementina, via XXIII Novembre, contrada Pantano, rione Ferrovia, via Valfortore, via Tiengo, contrada Ponticelli. Non hanno alcun depuratore autorizzata i comuni di Bonea, Cautano, Durazzano, Foglianise, Frasso Telesino, Montefalcone Valfortore, Montesarchio, Paupisi, Pesco Sannita, Ponte, San Bartolomeo in Galdo, San Giorgio del Sannio, San Martino Sannita, San Nazzaro, Sassinoro, Solopaca. Al quadro mancano infine i Comuni che hanno omesso di fornire informazioni alla Provincia nell' ambito del monitoraggio. Si tratta di Amorosi, Bucciano, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Valfortore, Fragneto L'Abate, Guardia Sanframondi, Morcone, Pago Veiano,Pietraroja, Reino, Torrecuso. La Provincia ha sollecitato a più riprese i Comuni sanniti a fornire tali informazioni, diffidando gli enti per i quali sono emerse anomalie nella gestione, delle acque urbane. Nei giorni scorsi l'assessore all'Ambiente, Gianluca Aceto, ha reso noto di aver consegnato al Prefetto, all' Arpac, all' Asl e al Corpo Forestale gli elenchi degli scarichi reflui sul territorio provinciale. Sulla problematica, com'è noto, è in corso un'inchiesta della magistratura.
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Fonte: Il Sannio Quotidiano

