Giuseppe Mazzeo risponde alla presidente dei giovani del Pd: "E' un parlare a vanvera. Pensano di poter sfruttare i deboli per andare sui giornali"

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Giuseppe_Mazzeo
Segue la risposta di Daniela Basile..
"I giovani del Pd di Benevento pur di apparire parlano a vanvera senza alcun raccordo con quelle che sono le indicazioni e le scelte dei propri vertici regionali e nazionali".
A dichiararlo è il dirigente dei giovani del Popolo della Libertà Giuseppe Mazzeo (foto), consigliere comunale a Ceppaloni e vicecoordinatore del partito nello stesso centro sannita, a proposito della nota dei giovani del Pd sulla vicenda della Fiat di Pomigliano d'Arco.
"Purtroppo per loro anche Bersani, Veltroni, Letta e la maggior parte del Partito Democratico nazionale sulla vertenza Fiat-Fiom Cgil la pensano esattamente come l'onorevole De Girolamo", aggiunge Mazzeo per il quale "è evidente come la parte giovanile del Pd sannita sia scollegata dal proprio partito nazionale e dalla condizione economica nazionale.
 
 
Probabilmente possiamo annoverarli nella categoria dei giovani-vecchi, che pensano ancora di poter sfruttare i deboli per andare sui giornali o per racimolare qualche voto".
"Difendere le posizioni della Cgil sulla vertenza dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco è - prosegue - un segnale negativo soprattutto per i giovani e per la stragrande maggioranza dei lavoratori onesti che vogliono conservare la propria occupazione e che, invece, se dovesse prevalere la linea del sindacato di Epifani, ma siamo sicuri di no, si troverebbero in mezzo alla strada. Noi siamo per difendere gli investimenti ed i lavoratori, i giovani del Pd di Benevento per cosa?".
"Speriamo - conclude - e siamo convinti che quella espressa dalla presidente dei giovani sanniti del Pd sia una posizione personale e minoritaria e che il giovane ed unico candidato alla segreteria provinciale del Pd, Erasmo Mortaruolo, la pensi diversamente..."
 

Daniela Basile (foto), portavoce degli Insegnanti Precari Sanniti, in una nota, replica a quanto scritto ieri da Giuseppe Mazzeo, consigliere comunale e vicecoordinatore del Pdl di Ceppaloni, il quale a sua volta aveva preso le difese della parlamentare Nunzia De Girolamo la quale era stata attaccata da Annalibera Refuto, presidente provinciale dell'organizzazione giovanile del Partito Democratico, a proposito della vicenda Fiat e del ruolo che in questa storia di Pomigliano d'Arco ha assunto la Fiom Cgil.
"La democrazia - dice la Basile - e la libertà di pensiero impone innanzitutto il rispetto delle idee espresse condivisibili o meno.
Trovo l'aggressione verbale verso dei giovani impegnati nel sociale, dotati di forte spirito critico e di discernimento, del signor Mazzeo poco rispettosa e tipicamente aggressiva.
Il partito non è una caserma militare in cui bisogna obbedire passivamente ed a testa china il generale d'armata.
Da lodare ed apprezzare il coraggio di giovani menti che, dopo aver analizzato l'insieme della vicenda, hanno espresso un parere discordante con le direttive nazionali. 
Non è possibile inveire e ridicolizzare il prossimo quando non si possiedono strumenti validi per poter ribattere a un contraddittorio. La tendenza attuale di sminuire e di calpestare il più debole denota una mancanza di sensibilità verso le problematiche sociali da parte di chi ci governa.
La Fiat in questi giorni propone con ricatto l'accettazione di condizioni lavorative, in cui le tutele e i diritti dei lavoratori acquisiti negli anni passati, vengono cancellate definitivamente.
In nome della crisi si vuole obbligare il dipendente a lavorare alle stesse condizioni dei dipendenti di paesi sottosviluppati quali la Polonia. Si sta imponendo una manodopera a basso costo, con profitti raddoppiati, nascondendosi dietro l'arma della crisi".
"Ricordo al signor Mazzeo - prosegue la Basile - che il lavoratore cinese, vietnamita, indiano e tailandese produce di più, lavora il doppio e ha una retribuzione di pochi euro.
Accettare tali condizioni significa permettere a tutti gli imprenditori e a tutti i settori di importare il modello Marchinone dappertutto e approvare che i profitti delle aziende si triplichino.
L'alternativa non è il ricatto o la chiusura di fabbriche o obbligare l'operaio in bilico a lavorare come una bestia peggio di come si faceva negli anni '50.
Le aziende dovrebbero semplicemente ridurre i profitti e attuare delle politiche economiche che non favoriscano la speculazione finanziaria ma il mondo del lavoro. Anni fa fummo obbligati ad accettare il lavoro precario col ricatto: "O lavori così o ti licenziano" dichiaravano sindacati e gli stessi partiti che oggi invocano l'accettazione della proposta Fiat, quando si chiedeva di essere tutelati.
Cosa è successo alla fine? Ci hanno cacciati a pedate infischiandosene del danno, della dignità e delle tragiche conseguenze sulle vite di centinaia di migliaia di individui prima che lavoratori.
Pertanto la logica accomodante dei sindacati non attecchisce i precari, i lavoratori atipici e gli stessi operai sanno e conoscono bene i risvolti. Per questo solidarizzo con gli operai di Pomigliano e li invito a resistere e a votare no a un'imposizione che favorisce solo il profitto dell'azienda e una linea sindacale per niente attenta ai diritti lavorativi. Il Pd come tutti i partiti che optano per il si sono incapaci di vedere che questa politica economica è quella che produce la crisi. Se si peggiorano le condizioni dei lavoratori italiani non si esce prima dalla crisi ma la si peggiora perché la domanda del Paese sarebbe ridotta mentre i consumi sarebbero dimezzati.
Se all'interno dello stesso c'è una nuova generazione che pensa da sola, che è impegnata nel sociale e ha una visione d'insieme positiva non posso fare altro che lodarla e dire di continuare così senza dar troppo peso agli urlatori. Tanti giovani hanno capito prima dei meno ever-green che il loro futuro non esiste affatto".
"Non tutti per fortuna - conclude - si sono fatti influenzare dagli stereotipi del momento dando uno schiaffo morale e un bell'insegnamento ai vecchi politici che da decenni indossano i paraocchi e hanno una visione d'insieme che non va oltre il settore che dirige!"
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