Donna morta al Rummo. Per otto medici invito a comparire in Procura
Le indagini sul decesso di una 32enne di Ceppaloni, nel 2007, dodici ore dopo il parto.Hanno tutti ricevuto un invito a comparire in Procura per essere ascoltati come indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Graziella Gilì, trentadue anni, di Ceppaloni, avvenuta al 'Rummo' nella notte tra il quattordici ed il quindici novembre del 2007, all'incirca dodici ore dopo aver messo al mondo una bimba. Destinatari dell' atto otto medici dell' ospedale, assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Lone, Federico Luigi Di Mezza e Roberto Pulcino. Come si ricorderà , e secondo una prima ricostruzione, la signora era diventata mamma per la prima volta con un parto cesareo terminato intorno alle 13.30 del quattordici novembre.
L'operazione non aveva comportato alcuna difficoltà , tanto che la trentaduenne era tornata in camera e, ripresasi dall' anestesia, aveva festeggiato con i suoi congiunti il lietissimo evento. Nella tarda serata, però, mentre era in compagnia della madre, aveva accusato un improvviso malore e, nonostante i disperati tentativi di sanitari, era deceduta. L'azienda ospedaliera aveva deciso di procedere al cosiddetto riscontro diagnostico un'autopsia non giudiziaria - ma in serata era scattato l'intervento della Squadra mobile, che aveva sequestrato la cartella clinica. Dall'autopsia eseguita dal medico legale, la dottoressa Monica Fonzo e dal professore Carmine Nappi, su incarico del sostituto procuratore Anna Frasca, era emerso che la morte sarebbe stata causata da un'emorragia. All'esame avevano preso parte i professori Pietrantonio Ricci e Giuseppe Saggese (per la famiglia, difesa dall'avvocato Nunzia De Girolamo) e, per alcuni ginecologi, i professori Giuseppe Vacchiano e Giorgio Carlomagno, ed il dottore Michele Selvaggio.
Fonte: Il Sannio Quotidiano
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