"Rifiuti, il decreto 195 è scellerato"

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cataudo-claudioDecisamente contrariato rispetto a quanto stabilito dal recente decreto emanato in materia di rifiuti, il sindaco Claudio Cataudo interviene per esprime il proprio disappunto sulla questione ed evidenzia quanto emerso nel corso degli incontri che si sono avuti nei giorni scorsi sull'argomento. "A mio avviso, ma anche di tutti gli altri sindaci della Provincia di Benevento, dichiara il primo cittadino cepppalonese - il 195 è un decreto scellerato perché non è possibile entrare in fase di ordinarietà di gestione dei rifiuti con un decreto legge che ha posto fine alla fase di commissariamento, ma non certamente a quella di emergenza. Anzi, da qui a qualche giorno ci ritroveremo in una condizione peggiore della precedente e con i rifiuti per le strade delle nostre comunità".

Cataudo, quindi, pur non essendo contrario alla provincializzazione del ciclo dei rifiuti contesta quanto stabilito dal decreto e le modalità di attuazione dell'iniziativa. Per il sindaco, infatti, "alla Provincia spetterebbe il controllo ed il coordinamento del servizio, ma la gestione dello stesso deve restare di competenza degli Enti locali". Una posizione che Cataudo motiva così: "Con il decreto 195, a decorrere dallo gennaio 2010, la competenza in materia di raccolta e gestione del ciclo dei rifiuti è di competenza della Provincia e con esso i Comuni sono obbligati a trasferire la Tarsu interamente alla Provincia che deve garantire con una sua società il servizio in tutti i Comuni della Provincia. Ebbene la Provincia di Benevento ha creato una società di gestione che esiste solo giuridicamente, ma non ha un piano industriale, non ha mezzi, non ha personale per svolgere tale servizio e, tra l'altro, non ha in alcun modo contattato i comuni interessati prima di costituire tale società di gestione per far fronte a questa delicata fase di transazione, compiendo un atto di arroganza politica. Cosa ancor più strana, poi, la stessa Provincia ha chiesto ai Comuni una proroga del servizio di raccolta rifiuti alle aziende private esterne che già lo effettuavano (a spese naturalmente dei Comuni) pur dovendo gli stessi, si ripete, trasferire la Tarsu interamente alla Provincia". Il primo cittadino ceppalonese, dunque, sottolinea quanto emerso a seguito dei vari incontri che si sono tenuti per discutere del problema, in ultimo quello di martedì scorso presso la sala consiliare del Comune di San Leucio del Sannio con la partecipazione dei Comuni facenti parte del Consorzio Bn1. "L'assemblea rileva Cataudo - dopo lunga ed articolata discussione sullo stato dei rifiuti e sul livello ottimale raggiunto dai Comuni nella raccolta differenziata grazie ad un articolato modello attuato con società private esterne, in economia, con parziale o totale

 

utilizzo del servizio consortile, ha deliberato stante l'assoluto e totale contrasto del decreto legge n. 195/09 con quanto finora realizzato con grossi impegni umani e finanziari, di richiedere agli organismi competenti di portare avanti la problematica dei rifiuti senza ritornare a situazioni ancora più emergenziali". Ed a riguardo, puntualizza: "I presenti hanno quindi stabilito la. riscrittura completa dell'articolo 11, che prevede l' abrogazione della Tarsu trasferita alla Provincia; il ritiro delle note dell' ex Consorzio sulle somme a debito dei Comuni anche in riferimento all'Opcm (del 28 ottobre 2009 n. 3804) in quanto assolutamente fuori da ogni logica e quindi la sospensione di ogni riscossione in rapporto al primo comma dell' articolo 12 del decreto legge n. 195/09; di rivedere l'ipotesi della tariffa di conferimento della discarica di Sant' Arcangelo Trimonte rispetto ai dieci milioni di euro, i quali dovranno essere parametrati su tutti gli Enti che hanno sversato finora in base alla propria quantità di rifiuti smaltiti. Ciò al fine di evitare la ricaduta dell' intera somma sui soli Comuni della Provincia di Benevento e sottolineando che le somme che dovranno essere accantonate per la gestione non si evidenziano in nessun documento. L'assemblea, inoltre, ha deciso di rivolgere massima attenzione al personale dei Consorzi, alle modalità ed alla legittimità della loro assunzione. Provvedere, di conseguenza a prendere in carico il personale dei Comuni e delle ditte esterne o cooperative che allo stato effettuano il servizio". Claudio Cataudo, infine, si associa alla decisione degli altri sindaci intervenuti i quali "hanno palesato, qualora tali richieste dovessero risultare vane, la possibilità di dimettersi per libera scelta senza attendere eventuali commissariamenti e nel rispetto del mandato conferitogli dai propri cittadini".

 

Fonte: Il Sannio Quotididano

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