I Sancto Ianne al Paleariza

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sancto_ianneCeppaloni News. Vengono da Benevento i "Sancto Ianne", ospiti a Bagaladi (RC) della terza tappa del Paleariza, festival di world music della Calabria greca. “La nostra origine è uno spunto per parlare del progetto artistico che nasce a Ceppaloni quindici anni fa” racconta Alfonso Coviello, percussionista del gruppo.“C’identifichiamo con il Sannio, terra poco conosciuta perché il napolicentrismo ha portato molti risvolti negativi. Sono state trascurate le bontà locali di Benevento e Avellino”.

I Sancto Ianne rendono giustizia a questa maldestra dimenticanza cantando storie marginali di un territorio poco conosciuto e poco raccontato. Personaggi unici, luoghi magici e aspri, leggende che mantengono una peculiarità rispetto a Napoli e alla fascia costiera. Un gioiello custodito negli Appennini, per gente “ca nun sta vicino o’ mare”. “La difficoltà nel proporci, distanti come siamo dalle rotte artistiche tradizionali, è diventata punto di forza. Il nostro lavoro, tradizionale e allo stesso tempo autonomo, ottiene segnali positivi: il pubblico sente il bisogno di questo rinnovamento”. Con Uocchie i Sancto Ianne vincono l’edizione 2005 del premio “Una canzone per Amnesty”, nel 2007 conquistano la finale del prestigioso Premio Tenco, sezione opere dialettali.

Briganti di ieri e di oggi, legano passato e presente di fronte alle ingiustizie, che non conoscono tempo né spazio né riposo. I Sancto Ianne cantano le morti sul lavoro, i gusci che sfidano le onde con la forza della disperazione e della speranza. Hanno trovato uno spazio d’incontro interculturale i Sancto Ianne, dalla terra del Sannio al mondo, dal locale al globale. E fatica, emergenza, povertà, emigrazione, riscatto si trasformano in una ballata che coinvolge l’umanità nella piazza di Bagaladi.

Chiedo ad Alfonso quale verso rappresenta meglio la loro musica. Mi porge il CD: “La canzone <
> rappresenta il manifesto della nostra formazione. Scegli tu”.

“Simmo ‘e na terra de passaggio, simmo ‘a fermata mmiezo a nu viaggio. Simmo tesoro senza ricchezza, preta lucente ca nun s’apprezza, simmo teatro de certa storia ca ncopp’e libbre nun tene memoria”.

Gianni Principe – voce e castagnette
Alfonso Coviello – tammorre, tamburello, darbouka, drum set, percussioni
Ciro Schettino – chitarra acustica, chitarra battente, mandoloncello, tin whistle, ciaramella
Antonio Pasquariello – chitarra classica e elettrica
Sergio Napoletano – fisarmonica, percussioni
Raffaele Tiseo – violino
Massimo Amoriello – basso elettrico
Pierluigi Iele – tecnico del suono


Per saperne di più www.sanctoianne.it

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