30 anni fa lÂ’omicidio di Peppino Impastato

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Peppino Impastato”Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”. Con queste parole e il volto di Luigi Lo Cascio (nei ‘Cento passi’ di M.T. Giordana), l’Italia ha conosciuto Peppino Impastato (nella foto), l’eroe antimafia ucciso il 9 maggio 1978, per aver sbeffeggiato, attraverso la sua ‘Radio Aut’, il potere dei clan e le figure dei boss.

Trent’anni fa Peppino moriva. Ucciso dalla mafia, rapito, pestato, legato e poi fatto saltare col tritolo sui binari del treno. Peppino moriva a Cinisi mentre a Roma, in via Caetani, i riflettori erano tutti puntati su una Renault 4 rossa e la tragedia che conteneva.

Oggi, a 30 anni dalla morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, il Paese ricorda entrambi. In Sicilia, nel pomeriggio, è stata organizzata infatti una manifestazione nazionale contro la mafia. Il corteo sfilerà dalla sede di ‘Radio Aut’ a Terrasini, fino a Cinisi lungo la via che Peppino percorse l’ultima sera della sua vita.

Intanto oggi nel porto di Terrasini è arrivato il 15 metri ‘Martinez…impunito’ partito da Sanremo il 14 aprile scorso per una veleggiata antimafia in onore di Impastato. La barca in questi giorni ha toccato Savona, Genova, La Spezia, Livorno, Anzio, Napoli, Tropea e Messina dove ha allestito mostre e incontri con scolaresche e cittadinanza sul tema della lotta alla mafia. Stasera alle 21 nella piazza di Cinisi si tiene un concerto in sua memoria di Peppino.

“Per anni - ha detto Rita Borsellino - la sua figura è rimasta sconosciuta all’opinione pubblica ed è stato soprattutto grazie alla fermezza e al coraggio della madre Felicia che oggi le sue battaglie sono patrimonio della storia italiana”.

A commemorare Impastato è oggi anche il mondo politico. “Ricordarlo non è un atto dovuto o una cerimonia - sottolinea Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - Chi ha a cuore il cambiamento della Sicilia, chi vuole continuare a combattere le ingiustizie e la mafia sa che è nell’esempio e nella memoria di Peppino Impastato che si trovano le motivazioni profonde di un impegno civile e di un rigore morale che sono condizioni essenziali per sconfiggere la mafia”.

Anche per il sindaco di Palermo, Diego Cammarata Peppino Impastato, ”deve essere, oggi come ieri, un modello da imitare. Allo stesso modo, il suo pensiero e le sue battaglie per l’affermazione dei principi di giustizia e di legalità sono un esempio per tutti: rappresentanti istituzionali, professionisti, semplici cittadini e, soprattutto, i giovani”.

 

Fonte: Sanniopress
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