Bassolino: "L'Udeur non c'è più"

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BassolinoUn anno di lavoro, per lasciare "un'eredità giusta" impostando soprattutto le leve dello sviluppo economico della regione grazie alle risorse europee, e poi al voto in Campania. Il presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino fissa i tempi, oltre le priorità, della sua futura azione. "L'orizzonte giusto del nostro impegno e del nostro lavoro è attorno a un anno - dice ai cronisti, incontrandoli nel suo ufficio - sarebbe terribile se abbandonassimo all'incertezza la questione rifiuti e l'indirizzo delle risorse economiche strutturali. Poi, per quello che mi riguarda, si può andare al voto ben prima della scadenza naturale, portando avanti l'interesse dei cittadini che è la mia stella di riferimento".

Bassolino ribadisce che "un ciclo si è chiuso, a Roma e qui: l'Udeur non c'è più, De Mita è fuori del Pd, la stessa nascita del Pd, le discussioni forti dentro le forze che hanno dato vita all'Unione". Si è in "una fase di transizione", e, con "la Giunta del presidente", "mettendo gli interessi della Campania prima di ogni altra cosa", Bassolino intende governare "la transizione verso una nuova stagione politica", stagione che "non si sarebbe aperta se avessi fatto altre scelte". Il 'governatore' dunque rivendica di aver "stretto i denti", la "giusta scelta di restare al nostro posto e di farlo non stando fermi ma sforzandoci di governare bene, di innovare, di andare avanti", perchè, aggiunge, "era assurdo lasciare con una grave crisi in corso, della quale non portavo una responsabilità diretta da quattro anni e di cui sono l'unico ad essersi assunto responsabilità".
Il governo di questa fase "bisogna farlo con intelligenza, nel modo giusto - continua - perchè la nuova stagione politica è tutta da costruire" e in maniera diversa tra quello che accadra' a Roma e quello che accadrà nelle regioni, differenze "in parte inevitabili", ma con il confronto. Il ricambio, dice Bassolino, "non è un tema che mi pongo oggi"; è necessario, ma deve avere "sguardo e cuore in avanti" e non "a prima del 1993 e del 2000" (anni delle sue prime Elezioni rispettivamente a sindaco di Napoli e presidente della Regione, ndr.). Napoli e la Regione, insiste, "debbo lasciarle in mano a persone che contendano nel migliore dei modi per andare ben oltre a ciò che abbiamo fatto io e altri".
"Ieri sera ci ho pensato a lungo - aggiunge - l'unica realtà vivente che avrebbe potuto sentire i miei pensieri era la mia gatta. Oggi ne ho parlato con alcuni dei miei più stretti collaboratori. Spero che il mio messaggio sia utile, e a me interessa che sia utile ai miei concittadini. Il messaggio non è che siamo attaccati... a che cosa poi (e indica la poltrona su cui siede, ndr.)... ma al bene di questa terra".
Insomma, "interrompere la programmazione dei fondi europei, sarebbe una follia, un suicidio. Chiunque vinca a Roma. Io non voglio lasciare a nessuno quello che ho trovato io. Questa è l'eredità più giusta".
L'augurio è che su questa sua scelta sia condivisa da "quelli della mia parte e da chi è stato ed è alleato, e persino dal centrodestra, dagli avversari, se si vuole il bene della città". Dopo la "terapia d'urto" di queste settimane con la giunta rinnovata, entro la fine di questo anno, dunque, Bassolino intende presentare a Bruxelles i progetti sui fondi 2007-2013 e i rendiconti sul ciclo precedente, ma anche approvare il bilancio preventivo 2009 in Consiglio, rilanciare il turismo, rendere concreto il Piano territoriale regionale. "Questa è la mia missione - conclude - non c'è stata sordita', ma consapevolezza e determinazione".
Fonte: ANSA
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