Mastella, ex Clemente: “Fuori tutti, il tesoretto è mio”

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Mastella “Con la presente comunico che il segretario politico del partito, senatore Clemente Mastella, ha sospeso dal partito la Signoria Vostra” e ha deciso “il deferimento al collegio dei probiviri per l’espulsione”. La firma è quella, fino a ieri sconosciuta, di Massimo De Luccia, neoresponsabile organizzativo dell’Udeur. Il destinatario? Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Mauro Fabris, ex capogruppo alla Camera, uno che già nel ’99 era al fianco di Clemente, è telegrafico: “Ricevuta”. 

Antonio Satta, ex vicesegretario del partito: “Ricevuta”. Angelo Picano, già responsabile organizzativo: “Ricevuta”. Quanto a Pasqualino Giuditta, colui che si è seccato di essere “sbrigativamente definito” come il cognato di Mastella e ha osato criticare la moglie, Sandra Lonardo, allarga le braccia: “La sto aspettando”.
Quante sono le lettere? Duecento? Trecento? Praticamente tutti i membri del consiglio nazionale, si mormora, sono stati sospesi per indegnità morale e politica o danno all’immagine del partito. Sospesi i componenti del direttivo, i deputati, i fedelissimi, come quella Sandra Cioffi che andò a consolare, a nome delle donne udeur, la signora
Sandra agli arresti domiciliari in quel di Ceppaloni. Sospesi consiglieri regionali come Rosa Mastrosimone, eletta in Basilicata, vicepresidente del consiglio nazionale. Sospesi potenti come Regino Bracchetti, assessore alla Regione Lazio. Sospesi quasi tutti i segretari regionali. Sospesa per indegnità Angiolina Boldo, segretario provinciale a Verona: “Indegno è un partito in cui la moglie del segretario è agli arresti”.
Cosa succede nell’Udeur? È in corso “un’epurazione di massa” ruggisce l’ex senatore Maurizio Calvi, di Latina, reo di “aver nociuto all’immagine del partito attraverso iniziative e dichiarazioni in contrasto con la linea politica”: sospeso.
E se c’è chi ci ride sopra, come il parlamentare Dante D’Elpidio di Pescara (”ho già dato mandato a un artigiano di mettere la lettera in cornice, è un attestato di benemerenza che va esposto”), molti la pensano come Calvi: “Denuncerò Mastella per diffamazione, calunnia e danno alla mia, di immagine. Voglio i danni morali e materiali e il rimborso di tutte le spese sostenute per il partito”. Mai rimborsate? “No. Io non ho mai capito come hanno speso i soldi del partito e su decisione di chi. Ma ora…”.
Ora è iniziata la resa dei conti. Tre settimane fa il deputato Antonio Satta ha per primo invitato Mastella a dimettersi, lanciando l’altolà sui rimborsi elettorali: “Clemente non può pensare di gestirli da solo, come faceva quando i bilanci si approvavano senza controllo”. Sospeso. Fuori tutti quelli in odor di fronda: in gioco, il controllo politico e il tesoretto del partito.
Ben 1,3 milioni di euro l’anno, per tre anni, come rimborso elettorale: totale 4 milioni; 1,5 milioni incassati grazie all’ultimo tesseramento noto, quello del 2005-2006: l’Udeur doveva restituirne due terzi alla periferia “ma nessuno ha mai accusato ricevuta” sostiene l’ex responsabile Pino Bicchelli, poi migrato nel Pd. E i finanziamenti al Campanile? Erano 1,153 milioni nel 2004; 1,331 milioni nel 2005; 1,179 nel 2006. Chi gestisce il “cucuzzaro”?
Nel bunker di piazza Argentina sono rimasti in pochi. Il primo fedelissimo è Pellegrino Mastella, primogenito del segretario, vero uomo ombra dell’Udeur. Ha esordito come giornalista praticante al Campanile insieme alla moglie, Alessia Camilleri, poi si è dato al business: socio della Sgai, società casertana di scommesse; padrone della Mape di Benevento, carburanti per aerei; proprietario al 50 per cento di un’agenzia di assicurazioni, la Acros Consulting di Verona, che ha assicurato Il Campanile e la festa di Telese. Pellegrino, insieme al fratello Elio, possiede la srl Servizi e sviluppo, società con cui Clemente ha acquistato dall’Inail, a buon prezzo, gli uffici del quotidiano. È membro del cda della cooperativa Il Campanile nuovo che incassa i contributi.
Alla Servizi e sviluppo, ossia ai fratelli Mastella, la cooperativa Il Campanile, ossia Pellegrino, paga ogni mese 6 mila euro di affitto pari al mutuo acceso per l’acquisto. Presidente della cooperativa è l’avvocato Davide Perrotta, socio di Pellegrino nello studio legale Criscuolo e associati, quello di riferimento del partito. Nel 2006, con un’interrogazione, la forzista Mara Carfagna chiese conto della consulenza data dall’Asl 2 di Salerno allo studio Criscuolo. Direttore generale della asl era Federico Pagano, indicato dalla presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo.
Udeur di parenti e amici. Davide Perrotta, socio di Pellegrino, è stato nominato presidente del collegio dei probiviri al posto di Bruno Camilleri, fratello del suocero di Pellegrino, Carlo, indagato in Campania insieme a Lonardo. Perrotta deciderà le espulsioni? Probabile. Del tesoretto del partito si occupa un altro amico di Pellegrino, Pier Paolo Sganga, responsabile amministrativo dal 2006.
Tra i sospesi “per indegnità” cova la rabbia. Gino Capotosti, deputato umbro passato all’Udc, relatore della legge sulla class action, sta studiando un’azione collettiva degli ex iscritti. Nessuno nel partito ha dimenticato l’ultima telefonata preelettorale tra Mastella e Gianni Letta. Era giovedì 6 marzo, Clemente urlava: “O candidate mia moglie o mio figlio Pellegrino o non candidate nessuno!”. Nessuno? Nella stanza è sceso il gelo: era la morte politica dell’Udeur. Pellegrino ne scolpì la lapide: “Muoia Sansone con tutti i filistei”.
 
FontE: Panorama
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