Satta, Mastella si dimetta e lasci finanziamento
Decine di migliaia di iscritti, migliaia di amministratori locali, un'esperienza costruita da molti in piu' di dieci anni di vita politica, sono stati distrutti dal sen. Mastella, nel tentativo perseguito fino all'estremo di far eleggere lui o - sottolinea - qualcuno della sua famiglia". "Abbiamo, al contrario, motivo di ritenere che il sen. Mastella, nella tipica condizione di chi si e' barricato dentro il bunker, invece di compiere il famoso passo indietro, che, prendendo atto della sua impresentabilita' politica, avrebbe salvato il partito, avviera' la classica operazione di 'epurazione' dall'Udeur di quanti, cioe' tutti, non la pensano come lui, sperando, in tal modo - denuncia Satta - di poter gestire in proprio, fra l'altro, il finanziamento pubblico garantito fino al 2011, i soldi della 'cooperativa Il Campanile' e la rispettiva sede, peraltro, gia' intestata ai propri figli". "Assieme con gli altri parlamentari, i quadri del partito e gli iscritti, chiediamo agli organismi competenti, siano essi parlamentari o di governo o altro, che ne hanno la responsabilita', di vigilare sull'eventuale uso privatistico di tante risorse pubbliche. Come tuttora iscritti all'Udeur - conclude - ci opporremo, poi, in tutte le sedi opportune a eventuali immotivati provvedimenti di espulsione da un partito, che rimane sottoposto alle leggi vigenti, oltre che alle norme previste dal diritto privato e dal ruolo di rappresentanza dei cittadini, garantito dalla Costituzione. Espulsioni che, peraltro, devono esser decise da un Collegio dei probiviri, di cui, ugualmente, chiediamo le immediate dimissioni, non avendo, a nostro avviso, in questo momento, la necessaria serenita' per poter giudicare in proposito. A Clemente Mastella diciamo, infine, che per essere 'qualcuno' in questo modo e con questi metodi, meglio essere davvero tutti "nessuno", ma con grande dignita'".
Fonte: Repubblica.it
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