Follini:"Clemente Mastella è vivo"
Se qualcuno pensa di essersi liberato per sempre di Mastella, si sbaglia di grosso. “Sono convinto che su Mastella non calerà il sipario”, dice l’esponente del Pd marco Follini, ed è facile pensare che abbia ragione. Sbaglia Beppe Grillo che sul suo blog gli dedica una poesia liberamente tratta da Ugo Foscolo, “In morte del fratello Clemente”. Mastella è vivo e lotta insieme a noi. Si è solo preso un anno sabbatico. Certo, anche lui come i socialisti è stato tradito da tutti. In primis da Berlusconi, perché dopo aver accolto il Cavaliere come un re alla festa dell’Udeur a Telese e – soprattutto – dopo avergli consegnato su un piatto d’argento la testa di Prodi, si aspettava qualche poltrona riservata a quelli di Ceppaloni. Ma Berlusconi ha fatto bene i suoi conti e ha lasciato a terra il buon Clemente che secondo oltre il 93% degli italiani (sondaggio di Corriere.it) ha fatto bene a togliersi dalle scatole.
Ed allora è arrivato un altro tradimento, quello dei suoi: tutti scappati. Nell’Udeur sono rimasti solo lui e Fabris, l’unico ancora al fianco del capitano mentre la nave affonda (anche se si era parlato di una sua transumanza in Forza Italia, subito smentita dal Governatore Veneto Galan). A questo punto, Mastella si è ritirato. Perché non poteva fare altrimenti: senza ciurma nel mare in tempesta e con la soglia del 4% assolutamente impossibile da superare. Meglio allora gettare la spugna. Certo poteva fare come i Socialisti, ma lui di farsi massacrare proprio non aveva voglia: nel settore aveva già dato negli ultimi tempi.
In galera la moglie, indagato lui e ai domiciliari pure il suo unico sottosegretario Marco Verzaschi. E poi Mastella la vocazione al martirio proprio non ce l’ha. Meglio allora saltare un giro, ritirarsi a Ceppaloni e da lì ricominciare a riorganizzare le fila. Preparare un piccolo esercito per partire alla conquista – se non dell’Italia – quantomeno della Campania. Perché l’anno prossimo ci sono le elezioni regionali e chi vorrà diventare il successore di Bassolino (poltrona peraltro al momento non troppo ambita) deve pur sempre passare per Ceppaloni. Perché Clemente e consorte, pur se indeboliti da fughe e fughine, sono pur sempre una potenza in terra campana. E poi, col tempo, tanti figliol prodighi varcheranno nuovamente la soglia della villa di Ceppaloni. Senza tralasciare il fatto, poi, che la politica ha la memoria corta e l’anno venturo saranno in tanti a volere Mastella dalla propria parte.
Adesso, da arguto stratega, Clemente si è fatto da parte, cosa che averebbe dovuto fare – tanto per rimanere in Campania – anche Bassolino. E stai a vedere che Mastella passerà pure per martire. E dopo essersi cosparso il capo di cenere per un anno e dopo un bel bagnetto purificatore nelle acque del fiume Giordano, sarà di nuovo pronto. Magari sarà proprio lui l’uomo nuovo della politica italiana. Clemente Mastella da Ceppaloni. Se è nuovo Veltroni...
Fonte: L'Opinione
Ed allora è arrivato un altro tradimento, quello dei suoi: tutti scappati. Nell’Udeur sono rimasti solo lui e Fabris, l’unico ancora al fianco del capitano mentre la nave affonda (anche se si era parlato di una sua transumanza in Forza Italia, subito smentita dal Governatore Veneto Galan). A questo punto, Mastella si è ritirato. Perché non poteva fare altrimenti: senza ciurma nel mare in tempesta e con la soglia del 4% assolutamente impossibile da superare. Meglio allora gettare la spugna. Certo poteva fare come i Socialisti, ma lui di farsi massacrare proprio non aveva voglia: nel settore aveva già dato negli ultimi tempi.
In galera la moglie, indagato lui e ai domiciliari pure il suo unico sottosegretario Marco Verzaschi. E poi Mastella la vocazione al martirio proprio non ce l’ha. Meglio allora saltare un giro, ritirarsi a Ceppaloni e da lì ricominciare a riorganizzare le fila. Preparare un piccolo esercito per partire alla conquista – se non dell’Italia – quantomeno della Campania. Perché l’anno prossimo ci sono le elezioni regionali e chi vorrà diventare il successore di Bassolino (poltrona peraltro al momento non troppo ambita) deve pur sempre passare per Ceppaloni. Perché Clemente e consorte, pur se indeboliti da fughe e fughine, sono pur sempre una potenza in terra campana. E poi, col tempo, tanti figliol prodighi varcheranno nuovamente la soglia della villa di Ceppaloni. Senza tralasciare il fatto, poi, che la politica ha la memoria corta e l’anno venturo saranno in tanti a volere Mastella dalla propria parte.
Adesso, da arguto stratega, Clemente si è fatto da parte, cosa che averebbe dovuto fare – tanto per rimanere in Campania – anche Bassolino. E stai a vedere che Mastella passerà pure per martire. E dopo essersi cosparso il capo di cenere per un anno e dopo un bel bagnetto purificatore nelle acque del fiume Giordano, sarà di nuovo pronto. Magari sarà proprio lui l’uomo nuovo della politica italiana. Clemente Mastella da Ceppaloni. Se è nuovo Veltroni...
Fonte: L'Opinione
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