Il senatore Tommaso Barbato se ne va
'Dopo quindici anni di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito', annuncia il senatore Tommaso Barbato in una nota. 'Un partito - aggiunge - nel quale ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro, anche nei momenti più difficili'.
'Lascio dopo una sofferta ma ponderata decisione: avrei potuto farlo prima, lo faccio, invece, soltanto oggi - prosegue Barbato - constatando l'assoluta mancanza di un progetto politico valido per affrontare con chiarezza e coerenza l'imminente tornata elettorale e i futuri scenari politici.
Lascio, perchè, da uomo semplice, ho vissuto e vivo con sofferenza la mancanza di un disegno politico organico in grado di dedicarsi prima di tutto al bene del Paese e poi a logiche di schieramento. Lascio, infine - conclude Barbato - perchè questo Udeur non è piu' casa mia. Di fatto il Partito è stato sciolto dal segretario nazionale allorquando venerdì sera ci ha lasciati liberi di organizzarci. Ora penso al futuro senza voler alimentare sterili polemiche'.
* * *
Ma non c’è solo l’addio di Barbato a scompaginare quel che resta dell’Udeur. Anche il vicesegretario nazionale Antonio Satta ha formalizzato la sua decisione di lasciare Mastella, motivandolo con una lettera inviata proprio al segretario nazionale, in cui definisce la scelta “sofferta ma definitiva”.
«Sono stato con te sempre corretto, leale e amico vero - scrive - soprattutto nei momenti più difficili, pur essendo stato escluso dalle decisioni più importanti e più determinanti per il futuro di un partito, nel quale ho sempre fortemente creduto. Sono stato vicino a te e alla tua famiglia con grande, sincero affetto e piena solidarietà. Comprendo il tuo calvario, e condivido le tue grandi sofferenze. Vorrei fare per te l'impossibile, per rivederti di nuovo nel ruolo di vero grande leader'.
Satta parla quindi dell'inspiegabile 'gelo' e 'distacco' da parte di Mastella nei suoi confronti.
'Non lo merito - dice - perchè io non sono un traditore e non mi sono mai divertito a trattare di qua o di là con nessuno. Tutto questo non lo capisco'.
'Più volte - scrive ancora - ti avevo preannunciato che, in una situazione di indubbia difficoltà ed evidente confusione, per tutti gli avvenimenti verificatisi nell'ultimo periodo, avrei cercato, in Sardegna, di trovare il modo di mantenere uniti i quadri dirigenti. E così ho fatto, ricorrendo alla formazione di un movimento politico, con una forte caratterizzazione popolare, autonomistica e sardista, che continuasse ad avere un collegamento col partito nazionale, in modo esclusivamente federativo'. 'Per questi motivi è nato il movimento 'Popolari Autonomisti Sardi', che, solo, potrà forse riuscire a mantenere insieme tutti i Popolari-Udeur della Sardegna. ' L'unico intento, infatti, era ed è quello di cercare di salvare e preservare, per quanto possibile, un grande patrimonio di idee e di uomini’.
Lascio, perchè, da uomo semplice, ho vissuto e vivo con sofferenza la mancanza di un disegno politico organico in grado di dedicarsi prima di tutto al bene del Paese e poi a logiche di schieramento. Lascio, infine - conclude Barbato - perchè questo Udeur non è piu' casa mia. Di fatto il Partito è stato sciolto dal segretario nazionale allorquando venerdì sera ci ha lasciati liberi di organizzarci. Ora penso al futuro senza voler alimentare sterili polemiche'.
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Ma non c’è solo l’addio di Barbato a scompaginare quel che resta dell’Udeur. Anche il vicesegretario nazionale Antonio Satta ha formalizzato la sua decisione di lasciare Mastella, motivandolo con una lettera inviata proprio al segretario nazionale, in cui definisce la scelta “sofferta ma definitiva”.
«Sono stato con te sempre corretto, leale e amico vero - scrive - soprattutto nei momenti più difficili, pur essendo stato escluso dalle decisioni più importanti e più determinanti per il futuro di un partito, nel quale ho sempre fortemente creduto. Sono stato vicino a te e alla tua famiglia con grande, sincero affetto e piena solidarietà. Comprendo il tuo calvario, e condivido le tue grandi sofferenze. Vorrei fare per te l'impossibile, per rivederti di nuovo nel ruolo di vero grande leader'.
Satta parla quindi dell'inspiegabile 'gelo' e 'distacco' da parte di Mastella nei suoi confronti.
'Non lo merito - dice - perchè io non sono un traditore e non mi sono mai divertito a trattare di qua o di là con nessuno. Tutto questo non lo capisco'.
'Più volte - scrive ancora - ti avevo preannunciato che, in una situazione di indubbia difficoltà ed evidente confusione, per tutti gli avvenimenti verificatisi nell'ultimo periodo, avrei cercato, in Sardegna, di trovare il modo di mantenere uniti i quadri dirigenti. E così ho fatto, ricorrendo alla formazione di un movimento politico, con una forte caratterizzazione popolare, autonomistica e sardista, che continuasse ad avere un collegamento col partito nazionale, in modo esclusivamente federativo'. 'Per questi motivi è nato il movimento 'Popolari Autonomisti Sardi', che, solo, potrà forse riuscire a mantenere insieme tutti i Popolari-Udeur della Sardegna. ' L'unico intento, infatti, era ed è quello di cercare di salvare e preservare, per quanto possibile, un grande patrimonio di idee e di uomini’.
Fonte: Epicetrobenevnto.it
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