Il ritorno di Mastella: «Farò come Obama Grazie a Dio la morte non è stata eterna»
ROMA (18 luglio) - Il ritorno. La «risurrezione politica». La «rinascita». Dopo la «morte che non è stata eterna», dopo un lungo anno di ostracismo politico, con i dirigenti e gli iscritti che «nella tempesta» abbandonano la nave. Dopo tutto questo - e complice Silvio Berlusconi, con la conquista nelle sue liste di uno scranno a Strasburgo - Clemente Mastella si riaffaccia sulla scena della politica. E rilancia l'Udeur, con grandi ambizioni, nel primo Consiglio nazionale dopo «l'anno sabbatico»: «Dobbiamo dimostrare che siamo il terzo partito della coalizione di centrodestra».
Il segno della ripartenza lo dà un annuncio: «Tra fine agosto e metà settembre faremo una Telese». Ovvero la festa di Telese Terme, nata nel 1994 e diventata appuntamento tradizionale della seconda Repubblica. Questa edizione «sarà molto umile, dimessa, tranquilla, senza arroganza, un po' artigiana», dice il ras di Ceppaloni.
Anche perché l'Udeur è adesso «un partito senza finanziamento pubblico», che deve ricominciare praticamente da zero. Ma per fortuna si può imparare e sperare grazie all'esempio di Obama: «Fare come lui, partire dalle cose più spicciole, di periferia».
Il primo Consiglio nazionale dei Popolari Udeur arriva dopo «le tante umiliazioni», superate «per via democratica» alle ultime elezioni. E riempie la sala congressi della Residenza di Ripetta, nel centro di Roma. In sala la moglie Sandra e quei dirigenti locali che non ha «abbandonato la nave nella tempesta».
«Nonostante il tentativo di farci fare testacoda, oggi ci siamo», galvanizza i suoi Mastella. Quanto al futuro, la via è indicata: mantenere «l'alleanza strategica con il Pdl» e puntare dritti alle regionali del 2010. Con la consapevolezza che «lo spazio c'è», perché senza alleanze Pd e Pdl non possono farcela. E neanche Berlusconi basta per vincere sul territorio. Non irriconoscente, il neo-eurodeputato ringrazia il premier per avergli offerto ospitalità nelle sue liste. Nessuna annessione, però, precisa: «Noi restiamo alleati della Pdl, ma giocando il nostro ruolo».
Anche perché l'Udeur è adesso «un partito senza finanziamento pubblico», che deve ricominciare praticamente da zero. Ma per fortuna si può imparare e sperare grazie all'esempio di Obama: «Fare come lui, partire dalle cose più spicciole, di periferia».
Il primo Consiglio nazionale dei Popolari Udeur arriva dopo «le tante umiliazioni», superate «per via democratica» alle ultime elezioni. E riempie la sala congressi della Residenza di Ripetta, nel centro di Roma. In sala la moglie Sandra e quei dirigenti locali che non ha «abbandonato la nave nella tempesta».
«Nonostante il tentativo di farci fare testacoda, oggi ci siamo», galvanizza i suoi Mastella. Quanto al futuro, la via è indicata: mantenere «l'alleanza strategica con il Pdl» e puntare dritti alle regionali del 2010. Con la consapevolezza che «lo spazio c'è», perché senza alleanze Pd e Pdl non possono farcela. E neanche Berlusconi basta per vincere sul territorio. Non irriconoscente, il neo-eurodeputato ringrazia il premier per avergli offerto ospitalità nelle sue liste. Nessuna annessione, però, precisa: «Noi restiamo alleati della Pdl, ma giocando il nostro ruolo».
fonte : il messaggero
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