Blitz della Squadra mobile in una casa di appuntamenti con due donne cinesi

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C’è da giurarci che avrà sicuramente smoccolato, quel professionista di mezza età sorpreso ‘sul più bello’. Chissà quante ne avrà dette quando ha visto quei poliziotti ed è stato costretto ad interrompere il suo momento, diciamo così, di ‘svago extraconiugale’. Aveva pagato per un po’ di sesso alla ‘famolo strano’ in salsa asiatica, si è invece dovuto accontentare di poca roba, e soprattutto, ha dovuto ricomporsi in fretta e furia prima di finire in una relazione con tanto di nome e cognome. Certo non una bella figura, ma può capitare se si frequenta una casa di appuntamenti come quella che gli agenti della Squadra mobile, guidati dal dottore Giuseppe Moschella, hanno scoperto in via dei Mulini.

Proprietario dell’appartamento, un commerciante che risiede in provincia, estraneo ai fatti: attraverso un’agenzia l’aveva fittato lo scorso quattordici ottobre ad un cittadino cinese di quarantaquattro anni - vive in Lombardia – che l’aveva messo a disposizione di due connazionali di trentadue e trentasei anni che esercitavano l’arte più antica del mondo. La storia andava avanti da una ventina di giorni, pubblicizzata attraverso il solito annuncio su un quotidiano, con tanto di numero telefonico da comporre per contattare una “giapponese bellissima tutti i giorni”. Giapponese, recitava l’inserzione, ma erano cinesi le due donne che stavano ‘operando’ quando la Mobile ha fatto irruzione dopo aver accertato in precedenza, attraverso l’identificazione di altre persone – una di Ceppaloni – che avevano usufruito del ‘servizio’, quale fosse l’attività in corso nell’abitazione, poi sequestrata. Due stanzette, arredamento scarno, tutto l’occorrente per intrattenere i clienti con tariffe tra i 50 e i 60 euro. Fine della corsa, dunque, con la denuncia del quarantaquattrenne per sfruttamento della prostituzione, e l’accompagnamento al centro di prima accoglienza a Roma, su ordine del questore Francesco Nicola Santoro, delle due signore, entrambe clandestine. Una – la trentaduenne – aveva precedenti specifici e già nel marzo dello scorso anno era stata destinataria di un decreto di espulsione della prefettura di Palermo, l’altra invece non aveva a suo carico alcuna segnalazione.

Fonte: Il Sannio Quotidiano

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