Legge 51, comuni affossati dalla Regione

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PdlNella sede di piazza Risorgimento del PdL si sono riuniti i parlamentari Cosimo Izzo e Nunzia De Girolamo, i consiglieri regionali Luca Colasanto e Mario Ascierto Della Ratta; i coordinatori dei partiti Antonio Barbieri (Forza Italia), Salvatore Verrillo (Alleanza Nazionale), Antonio Verzino (Nuovo Partito Socialista Italiano), Luigi Bocchino (Popolari Liberali), i consiglieri provinciali Bettini, Capasso, Capocefalo, Di Somma, Molinaro, Rubano (assenti giustificati Ricciardi e Del Vecchio), i sindaci Lorenzo Di Furia (Pietraroja), Giovanni Molinaro (Calvi), Ettore Gigli (Castelvetere), Lucio Mucciacciaro (Fragneto l’Abate), Pietro Palma (Moiano) Carmine Montella (Paolisi), Romeo Furno (San Leucio del Sannio), Giuseppe Creta (San Salvatore Telesino), Gennaro Capasso (Telese Terme), Domenico Pagano (per delega del sindaco di Apollosa), Geppino Bozzuto (Castelpagano) e Fernando D’Aloia (Buonalbergo).

Erano altresì presenti Luigi De Camillis (sindaco di Fragneto Monforte) e Antonio Di Maria (sindaco di Santa Croce del Sannio).
L’argomento al centro del dibattito - si legge in un comunicato stampa - è stato il grave disagio causato all’economia dei comuni dalle modifiche apportate alle modalità di finanziamento di cui alla legge 51/78 dalle successive normative regionali. La mancata concessione di mutui alla Regione Campania da parte della Cassa depositi e prestiti, a causa del mancato rimborso dell’ente Regione delle rate di mutuo, avrà come conseguenza che i fondi delle opere pubbliche da realizzare con contributi della Regione dovranno essere anticipati dai già sofferenti bilanci comunali.
Ciò comporterà una sicura diminuzione dei lavori pubblici che saranno realizzati dovendo i comuni rispettare alcuni vincoli imposti ai propri bilanci dalle normative vigenti (capacità di indebitamento, patto di stabilità, ecc.) nonché ripercussioni significative sulle casse comunali legati ai tempi che la Regione impiegherà per il trasferimento delle risorse.
Il blocco dell’istituto erogante è una misura gravissima perché cancella la possibilità di realizzare quegli interventi che si definiscono necessari per assicurare una migliore qualità della vita specialmente nelle piccole realtà (reti idriche, fognature, pubblica illuminazione, ecc.) e dunque si vanno determinando notevoli disagi sia sul piano economico che sul piano occupazionale. In molti casi si arrecheranno pregiudizi economici anche alle imprese operanti sui territori, per quanto riguarda quelle opere pubbliche appaltate e già finanziate e che allo stato sono bloccate per mancanza di fondi.
In considerazione di quanto sopra si è deciso, dopo ampio e approfondito dibattito di: 1) sensibilizzare tutti gli altri sindaci della provincia di Benevento e dell’intera Regione Campania nonché i consigli provinciali sulla problematica evidenziata; 2) investire della problematica la delegazione regionale per le iniziative più opportune da porre in essere al fine di ripristinare l’ordinaria funzionalità finanziaria della Regione Campania che con la propria inefficienza non consente ai Comuni di potere assolvere ai propri compiti istituzionali e di poter far fronte alle primarie esigenze dei cittadini, determinando altresì la mancata ripresa dell’economia; 3) impegnare la deputazione sannita nazionale a denunziare al Parlamento l’ennesima carenza ed inefficienza della Regione Campania anche sulla problematica evidenziata.

 

Fonte: Epicentro Benevento

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