Inchiesta Arpac, nel "file" 665 nomi dei raccomandati

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In un file rinvenuto nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell'ex direttore generale dell'Arpac, Luciano Capobianco, compaiono 655 nominativi e la maggior parte sono accompagnati dalla segnalazione di un esponente politico, dell'Udeur ma non solo, che li avrebbe raccomandati. Il documento costituisce uno degli elementi principali intorno a cui ruota l'inchiesta della procura di Napoli coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco.
"Si tratta - è scritto nell'ordinanza emessa oggi dal gip Alfano - di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi l'assunzione in violazione delle norme'. In alunni casi è emerso che le segnalazioni venivano inviate dai soggetti interessati dal fax in uso allo stesso esponente politico di riferimento, in altri casi il curriculum sarebbe stato scritto a matita proprio dal politico. La procura ha indicato in un riquadro, in ordine decrescente rispetto al numero di segnalazioni, l'elenco degli autori delle segnalazioni (circa 150).
Spicca con 100 Nocera (ex assessore regionale Udeur), poi a seguire i nomi di T.Barbato (43), Fantini (36), Giuditta (35), C.Mastella (26), Enrico (17), S.Mastella (12). Tra gli altri nomi di politici locali e nazionali piu' noti figurano anche Bassolino (2), De Mita (2), Pecoraro Scanio (1), Sales (1).
Le persone segnalate sarebbero state favorite per incarichi esterni (consulenze) o per assunzioni all'Arpac a scapito di aspiranti privi di sponsor.

Nel provvedimento del gip sono riportati brani della testimonianza della segretaria, Tiziana Lamanna, nel cui computer erano memorizzati i dati. La quale 'dapprima tentava di ridimensionare l'importanza del documento fornendo una versione inverosimile dei fatti' prospettando cioè "che i nominativi riportati nell'elenco corrispondevano per lo più ad aspiranti stagisti che non volevano essere remunerati ma intendevano solo fare esperienza'.

La segretaria in un primo momento aveva sostenuto anche la tesi, definita 'residuale' dell'auto-raccomandazione che a giudizio degli inquirenti 'appare inverosimile'. I magistrati hanno riscontrato che la maggioranza delle assunzioni e dei contratti di collaborazione sottoscritti risultavano a favore dei nomi accompagnati dalla segnalazione del politico. "I nominativi dei soggetti che avevano beneficiato di contratti e consulenze - scrivono i magistrati - erano per circa il 90 per cento quelli il cui nominativo compariva nel file raccomandati".
Fonte: EpicentroBn
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