Lettera aperta di Sandra Lonardo e la risposta di Giuseppe De Lorenzo
Carissimi abitanti di Benevento e provincia e della Campania tutta: questa mattina alle ore 7, mentre pensavo a che cosa potevo fare per contribuire a far approvare, nella concordia, la legge regionale sul 'Piano casa', un provvedimento atteso da tantissimi cittadini campani, è arrivata una citofonata... 'siamo i carabinieri, aprite!''.
Inizia così la lettera aperta scritta dal presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo.
'Sono tornata con la mente a quel 16 gennaio. Cosa vorranno ancora da me? Mi sono fatta forza, ma non ce l'ho fatta. Sono quasi svenuta.. Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fuori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci. Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine... Stavolta con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica... Senza spiegarci quali affari avremmo fatto...'.
'Carissimi e carissime, cosa dirvi? Non trovo neanche più le parole. Il mio cuore - aggiunge - si è frantumato; nella mia mente solo frammenti di ricordi. Tra questi il grande affetto che ricevo giornalmente da tantissimi di voi. Prima di lasciare la mia cara Benevento e Ceppaloni e la Campania, sento il bisogno di dirvi che sono una persona perbene, vi ho sempre onorato, mai in nessun momento ho fatto un atto che possa aver offeso un solo cittadino della mia adorata Campania. Ho cercato sempre e con tutte le mie forze di difendere la mia piccola città , la provincia e l'ultimo abitante dell'ultimo paesino delle nostre aree interne'.
'Non posso che affidarmi a chi mi conosce, a chi sa davvero chi sono. So che si sta abbattendo su di me, sulla mia famiglia, un altro ciclone mediatico. So che sarĂ difficile difendersi e far prevalere la veritĂ .
Ai consiglieri rgionali tutti un saluto affettuoso. Chiedo scusa se oggi non mi viene permesso di fare il mio lavoro. Loro - ribadisce - sanno che ho fatto sempre il mio dovere con abnegazione, rispetto e senso forte delle istituzioni, senza risparmiarmi mai'.
'Credetemi! Io sono una persona perbene. Combatterò come una leonessa ancora una volta, sicura di avere ancora il vostro affetto, ma soprattutto la vostra stima. Questo e solo questo mi darà la forza di non soccombere a tanta ingiustizia, a tanta ingiustizia cattiveria. In coscienza, davanti a Dio e a voi tutti ho sospeso la mia vita per la mia comunità .
Amo tutti voi, e sono certa che anche voi ricambiate questi profondi sentimenti.
A presto, si conclude così la lettera firmata da Sandra Lonardo.
"No, Sandra, no. Ho letto il tuo comunicato in cui scrivi che ti è crollato il mondo addosso. Io, da cristiano, ti perdono. Tu, per due volte, insieme ai tuoi sodali, hai cercato di distruggermi la vita. La mia famiglia, da questa storia, esce distrutta. Questa mattina, invece, io sono rinato".Così in una nota scrive Giuseppe De Lorenzo.Â
"La verità - prosegue - è emersa in tutta la sua crudezza. Ti perdono, ma non fare la vittima. Con la gente onesta non si scherza per giochi politici. Dedicati alla famiglia. Tu sai essere una buona madre ed una moglie attenta. Smettila, però, di giocare con la politica vera distruggendo le persone da bene. Io sono rinato, ma sono distrutto dentro. Devi avere il coraggio di dire come imponesti la venuta di Delvino, come pretendevi, poi, la venuta della compagna, come pretendevi l'installazione dei photored. Devi avere il coraggio.
Una volta per sempre - conclude - posso parlare in quanto le prove sono in possesso del Procuratore di Napoli. I tuoi sodali debbono vergognarsi. Quando spiegherò alla città le tappe di questa triste storia, dovranno solo vergognarsi".
Giuseppe De Lorenzo

