Cassa integrazione, nuove gestioni, mobilità: l'inferno della manodopera sannita

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italprint lavoratoriAl centro dell'inchiesta condotta dal Quaderno Settimanale anche la triste vicenda che ha coinvolto i lavoratori della Italprint di Ceppaloni, con sede nell'area del Patto Territoriale Valle del Sabato.

Cassa integrazione e mobilità. Sono due parole che rombano cupe come un tuono nella provincia di Benevento insieme a un numero, il 2.756. E' questo il totale dei lavoratori che patiscono la crisi di numerose aziende sannite. Tanti i settori investiti, dall’edilizia alla grafica, dagli alimentari al metalmeccanico. Non pochi quelli costretti a dichiarare la cessata attività. Abbiamo preso, ad esempio, tre aziende per rilevare le diverse modalità di prospettive e sostegno al reddito.

Telestampa Sud, nel campo tipografico è in fase di chiusura e ha 22 dipendenti in cassa integrazione. Ital Print, settore arti grafiche, con 69 lavoratori in cassa integrazione a seguito all’incendio del 2008, è in attesa della riorganizzazione. Momenti difficili anche per il polo tessile di Airola. L’impresa di tessuti e stoffe Benfil dovrebbe ripartire, invece, grazie all’intervento di un’azienda estera che si occupa di stampa e gestione documentale: la Selecta.  Telestampa Sud si trova nel territorio di Vitulano ed è facilmente visibile dalla strada statale 372 Telese-Caianello. E’ in funzione da oltre 20 anni, stampando alcuni quotidiani nazionali. Il Giornale, diretto da Vittorio Feltri, stamperà l’ultima copia il 15 ottobre, poi interromperà il rapporto. Il 1° ottobre cesserà la commessa di Liberal, quotidiano nato nel 2008 diretto da Ferdinando Adornato. A chiedere un rinnovo delle macchine per una maggiore qualità di stampa a colori è, infine, Tuttosport.
Questo è il quadro dell’azienda che in principio aveva avviato una procedura di mobilità per i suoi dipendenti per cessata attività. Poi, con un accordo sindacale siglato il 14 settembre, i 22 lavoratori hanno ottenuto una cassa integrazione per due anni sottoscritta dall’amministratore Tullio Giovannini. Le prime notizie di crisi risalgono a fine di agosto. Oggi i dipendenti sperano in una sorta di migrazione interna. Alcuni di loro hanno anche dato la disponibilità per un trasferimento in un’azienda del gruppo con sede a Bologna. Un 48enne, addetto alla rotativa da 13 anni, cuore pulsante del giornale, ha espresso le sue perplessità in merito alla vicenda: “E’ un momento delicato, non sappiamo che pesci prendere, sono circa 10 giorni che abbiamo avuto la notizia. A cinquant’anni cosa possiamo fare per il nostro futuro? I più giovani sono disposti ad andare fuori Benevento. Per noi, invece, con una famiglia alle spalle, è impossibile”. Le 22 persone in corso di licenziamento hanno trascorso intere nottate accanto ai rumori metallici dei macchinari. Orari estenuanti, anche fino alle 5 del mattino. “Siamo sempre stati disponibili – ha detto ancora il dipendente -, spesso facevamo i rientri alle due di pomeriggio. Dovevamo essere attenti e veloci. I furgoni della distribuzione per le edicole non potevano attendere a lungo”. Telestampa Sud aveva in gestione la stampa di molti giornali, poi ha diviso gli stabilimenti. Ne sono stati realizzati altri due a Benevento: Marina Press di Contrada Olivola (Corriere dello Sport) e Poligrafico Sannio di Contrada Torrepalazzo (Il Sole-24 Ore). Condizioni precarie per i lavoratori dell’azienda di arti grafiche Italprint di Ceppaloni. I 69 dipendenti dello stabilimento andato in fiamme il 29 giugno 2008 sono in cassa integrazione con deroga fino al 31 dicembre. I sigilli giudiziari sono stati tolti dal Tribunale di Benevento e i primi lavori sono in corso per ristabilire la  normalità. La struttura ha subito ingenti danni, la parte retrostante è andata completamente distrutta e ora è un ammasso di ferraglia. E’ in programma un nuovo anno di specifico sostegno al reddito per dar modo ai proprietari di riavviare l’impresa. Luciano Valle, segretario generale della Flai – Cgil di Benevento, è stato vicino alle battaglie dei dipendenti che nel mese di giugno ottennero la deroga dopo un incontro in Provincia. “Faremo al più presto una riunione con i vertici dell’azienda – ha dichiarato il sindacalista – per venire a conoscenza del piano di riorganizzazione in vista del 2010. Speriamo in un nuovo ciclo per l’Italprint. Una cosa è certa, nel 2011 o si parte o tutti saranno licenziati”.
Le cause dell’incendio sono ancora ignote. I Vigili del Fuoco spensero le fiamme dopo più di 24 ore. 4.000 metri quadrati andarono in rovina. Così come ancora non si conoscono i particolari del progetto di riorganizzazione e ricostruzione dello stabilimento. Antonio Terlizzi, addetto alla stampa flessografica (specifica per confezioni di pasta, etichette di vino e materiale flessibile) è stato dipendente dell’azienda fin dall’inizio. Da un giorno all’altro si è trovato in cassa integrazione: “Gli operai sono già al lavoro per ripulire la zona dalle macerie – ha dichiarato -. Il lavoro sarà lungo, dovranno bonificare l’area e poi ricostruire. Sono convinto, inoltre, che dovranno aspettare i mesi primaverili per operare a pieno ritmo, con le piogge sarà difficile essere veloci. L’amministratore, Antonio Muraglia, ci ha assicurato che l’azienda ripartirà. Le intenzioni ci sono e sarà disponibile a sottoscrivere l’impegno per iscritto”. Situazione spinosa, con qualche spiraglio, per il settore tessile, in particolare gli stabilimenti Tessival e Benfil di Airola del Gruppo Annunziata. La prima ha 273 dipendenti in cassa integrazione in deroga per crisi aziendale fino al 31 dicembre 2009, il 70% dei fondi sono ministeriali, il resto regionali. L’impresa assicurava 60.000 mq di filato giornalieri, oggi ne produce solo il 25%. Diverse le sorti per Benfil con 41.000 tonnellate annuali di produzione di cotone. Sono 139 i lavoratori in cassa integrazione con fondi ministeriali fino al 30 novembre 2009. Una buona notizia, tuttavia, è emersa nel corso di una riunione, il 9 settembre scorso a Roma, sui possibili sviluppi della crisi occupazionale nell’area di Airola. I rappresentanti ministeriali, in presenza dei sindacati e delle istituzioni locali, hanno ufficializzato una manifestazione di interesse formulata dall’azienda poligrafica ‘Selecta Spa’, operante nel settore stampa, gestione documentale e dei servizi per la comunicazione d’impresa. La società dovrebbe rilevare lo stabilimento Benfil e presentare un piano di sviluppo e investimenti, valutando eventuali finanziamenti pubblici. I sindacati, dal canto loro, hanno sottolineato che i tempi di avvio effettivo dell’attività produttiva saranno molto più lunghi della copertura di ammortizzatori sociali attualmente in godimento per i lavoratori del polo caudino. Hanno quindi sollecitato il Governo a risolvere i problemi di sostegno e reddito in vista dell’eventuale passaggio di testimone alla Selecta.

Lorenzo Palmieri

Dal Quaderno Settimanale n.551 del 4 Ottobre 2009

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