Si protesta davanti all'Italprint, contro lo spettro della mobilitÃ
E' trascorso quasi un anno dall'ncendio dello stabilimento Italprint, azienda che si occupava di arti grafiche in Contrada Rotola a Ceppaloni. Era il 29 giugno del 2008. Una nube di fumo nero sulle alte fiamme che furono domate dai Vigili del Fuoco solo a tarda notte. Il rogo causò ingenti danni al reparto produzione, circa 4.000 metri quadrati.. Questa mattina, davanti a quei cancelli, ancora posti sotto sigillo dall'autorità giudiziaria, si sono riuniti i 69 lavoratori della ditta in cassa integrazione che scade il prossimo 30 giugno, dopo scatterà la mobilità , se non si otterrà una proroga. Tra di loro qualche famiglia: moglie e marito, entrambi dipendenti dell'azienda. Una mamma ha tra le braccia il suo bambino, e la sua bavetta in testa per proteggersi dal sole cocente. Il tempo sembra essersi fermato alle 16 di quel pomeriggio. Qui è tutto come quel giorno. Dalle ringhiere che cingono la struttura si intravede ancora l'interno del capannone completamente distrutto, oramai dimora di uccelli, rottami di ferro, macchinari irriconoscibili, tetto crollato e ruggine. Tutti i dipendenti hanno annunciato, tramite Luciano Valle della Cgil di Benevento, una manifestazione nei pressi della Provincia di Benevento giovedì 21 maggio: "Chiederemo un incontro alle istituzioni per evitare che tutti questi posti di lavoro vengano persi. Chiediamo certezza del livello occupazionale e mantenimento del reddito con fondi regionali. La crisi che stiamo attraversando è già devastante. Noi non siamo interessati alle indagini su cosa abbia causato il rogo. Vogliamo garanzia per i lavoratori. E' normale che gli iter burocratici facciano il loro corso". Fare luce sulla vicenda e trovare uno sbocco per i cassaintegrati è invece l'obiettivo del sindacato. Francesco Scaperrota, dipendente dello stabilimento, ha precisato che non sono 70 persone a perdere il lavoro, bensì 70 famiglie: "La mobilità vuol dire disoccupazione, un problema non più aziendale ma sociale. Ci sono anche giovani che hanno puntato tutto in questo settore, chiediamo una mano alle istituzioni". Antonio Terlizzi, dipendente del settore produzione, si occupava di stampa flessografica: involucri in plastica per aziende di vari settori. Il rogo ha distrutto tutto, perfino gli armadietti personali di Antonio e dei suoi colleghi. Un corso di formazione, all'inizio, e il lavoro quotidiano all'interno del reparto, ha dato modo ai lavoratori di acquisire esperienza nel campo della grafica e della stampa. Persone specializzate e qualificate, quindi, che non hanno abbandonato il territorio sannita per andare a lavorare altrove. "Sono tante le storie di questo tipo in questi tempi di crisi ha dichiarato Terlizzi - . Non vorrei, però, che questa vicenda passasse in secondo piano, l'indifferenza è deleteria. Oggi siamo noi che scendiamo in piazza, domani potrebbe essere chiunque altro". Il lavoratore fa un appello. L'Italprint ha le mani legate: non può valicare i cancelli perché l'area è stotto sequestro. Le istituzioni giudiziarie hanno i loro tempi per sbloccare i sigilli della struttura, ma anche uno sforzo in più potrebbe essere apprezzato. "Se si potesse recuperare almeno un giorno per darlo alla nostra causa saremmo felici. All'inizio, data la portata dell'incendio, c'è stata più attenzione, adesso, a distanza di un anno, non c'è più nessuno accanto a noi".
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Fonte: Il Quaderno
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