Fiorillo al sindaco Cataudo: "I fatti vanno compresi"

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)
La sottile linea che separa la verità dei fatti dall’indecenza della menzogna e della strumentalizzazione è tutta insita nella percezione e nell’interpretazione che ai fatti stessi si da.
Lei, sindaco Cataudo, sulla questione della Chiesa dell’Annunziata di Ceppaloni, ha superato ampiamente tale linea. In un articolo di qualche giorno fa, cita date, eventi veri e falsi, incontri fatti e mancati, lavori, lettere, telefonate ecc. ecc.., senza comprenderne assolutamente il senso e la gravità, mescolando bugie a vani tentativi di trascinare nella controversia persone che c’entrano poco con i fatti (S.E. l’Arcivescovo), prestando nel contempo molta attenzione a non parlare di cifre.
L’intervento del Parroco di Ceppaloni, Don Renato Trapani, che ha sempre mantenuto sulla questione una posizione molto equilibrata, ma che si è visto costretto ad intervenire per colpa delle sue dichiarazioni, è stata la conferma dell’infondatezza e dell’assurdità delle sue affermazioni.

 

I fatti di cui lei parla sindaco Cataudo, oltre che raccontanti per quelli che sono veramente, vanno spiegati e prima ancora compresi (so di chiederle tanto).
Ripercorriamo insieme le date e i fatti dell’intera vicenda, nel tentativo di restituire senso logico e temporale a cose da lei dette inconsapevolmente: il 5 ottobre 2006 son stati ultimati i lavori all’interno della Chiesa, mentre solo il 12 settembre 2008 sono state consegnate le chiavi. Due anni per un gesto tanto semplice quanto non conclusivo. Questo il primo fatto. È seguito poi il suo annuncio in pompa magna della riapertura della Chiesa, ma nulla è accaduto, tutt’altro. Qualche giorno dopo gli stessi Uffici Comunali che avevano consegnato le chiavi al parroco tornano a ritirarle, visto che a seguito di un sopralluogo di alcuni funzionari della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Benevento, sono state sollevate delle prescrizioni, cioè obblighi di lavori supplementari da compiere all’interno della Chiesa. Prescrizioni che, faccia attenzione, sono la conclusione di un sopralluogo in cui, in realtà, le anomalie rilevate andavano dall’impianto di riscaldamento alla pedana di ingresso, dalle bocchette di areazione ai corpi illuminanti (nota agli atti del Comune). Questo il secondo inquietante fatto. È seguita poi una visita alla Chiesa dei Carabinieri della locale stazione che, alla presenza del parroco di Ceppaloni e dei tecnici, hanno acquisito documentazione fotografica dei lavori compiuti all’interno del sacro edificio. A tutto ciò, se non bastasse, aggiunga poi lo sconcerto, i dubbi e gli interrogativi che tutta la vicenda sta sollevando tra la comunità, tormentandola e minandola nella sua unità. Aggiunga poi le rimostranze sulla qualità dei lavori svolti nella Chiesa, più volte palesate dallo stesso parroco.
Tutto il resto è storia recente che credo, anzi spero, lei dovrebbe conoscere. I fatti sono questi. Sono fatti che fotografano una realtà ingarbugliata e confusa, resa ancora più torbida dalla sua incapacità, o accorta volontà, di carpirne le ragioni e approfondirne gli sviluppi. Sono fatti che non risolvono i problemi e che non rispondono ai quesiti che legittimamente il paese si pone. Sono fatti che lei non può annullare con imprudenti e grotteschi proclami dai giornali, che non può ripulire con qualche pennellata di vernice fatta dare negli ultimi giorni, che non può depennare con un atto amministrativo, che non può assolutamente cancellare infilando la chiave nel portone. Restano lì come un fardello, un macigno che peserà sulla coscienza di tutti se non si fa piena chiarezza e non si restituisce serenità all’intero paese che attende risposte.
Solo per queste ragioni avevo chiesto, e oggi ribadisco, un intervento chiarificatore ed immediato della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Benevento e della Procura della Repubblica: per chiarire a tutti fatti ed episodi di una vicenda che ormai si trascina da troppi anni, una vicenda che lei non comprende o fa finta di non intendere.
Per quanto concerne l’attivismo di cui lei si vanta, sindaco Cataudo, esso affinché sia realmente diretto al bene comune e alla soluzione dei problemi della collettività, necessita di un prerequisito essenziale e indispensabile: l’attivazione degli strumenti morali e intellettivi di cui si è dotati.
 
Elio Fiorillo
Consigliere Comunale
Unità Democratica per il Comune
Sei qui: Home News Fiorillo al sindaco Cataudo: "I fatti vanno compresi"
Find us on Facebook
Follow Us